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Robert Kubica (©Williams Twitter)

Venerdì dovrebbe finalmente arrivare la risposta definitiva e con essa il punto conclusivo dell’unica querelle rimasta a dare un po’ di brio ad un finale di 2017 abbastanza spento sul fronte F1. Il prossimo anno ad affiancare Lance Stroll al volante della Williams ci sarà Robert Kubica o il valigiato Sergey Sirotkin, spinto anche dal governo russo, “orfano” di Daniil Kvyat, epurato dal gruppo Red Bull in corso di stagione?

Se l’importanza di avere un portafoglio gonfio di soldi nel Circus di oggi potrebbe far propendere senza troppi dubbi sul secondo nome, il signor Arthur, alias il papà del pilota polacco, non ha ancora smesso di credere nell’ingaggio del figlio, letteralmente rinato dopo aver sfiorato la morte il 6 febbraio 2011 nel corso del Rally Ronde di Andora. “Stiamo ancora combattendo e cercando di convincere i vertici perché venga preso dalla scuderia di Grove, dunque non tutto è perduto“, ha dichiarato speranzoso a Sportowe Fakty. “Il team finora si è dimostrato un po’ enigmatico. Aveva annunciato che avrebbe preso la decisione prima di Natale, quindi mi auguro che mantenga la parola data e che ovviamente l’esito sia a nostro favore. Da un lato anche se venisse procrastinata saremmo contenti. Vorrebbe dire che le prestazioni di Robert hanno meritato una lunga riflessione”.

Pur non avendo voluto svelare il tipo pressing esercitato sulla dirigenza inglese, è facile supporre che riguardi la materia finanziaria. Ricordiamo che qualche mese fa il talento di Cracovia aveva assoldato il pensionato Nico Rosberg proprio per sbrigare la faccenda ritorno alla massima serie e che il tedesco era riuscito ad accantonare 8 milioni di euro in sponsorship.

In occasione del test effettuato al termine del weekend di Abu Dhabi, sul tracciato di Yas Marina, Arthur Kubica aveva detto: “Sono certo che sarà subito veloce e che otterrà il sedile. L’unica incognita resta se sia davvero lo stesso di 7 anni fa”. E proprio questa domanda potrebbe mettere fuori dai giochi il vincitore del GP del Canada 2008. Il rischio di stanchezza, la possibile perdita di forza e l’incapacità di evitare gli incidenti, sono i pericoli già segnalati da alcuni suoi colleghi che potrebbero azzerare le chance di promozione.

Chiara Rainis

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