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Ferrari (©Getty Images)

Chiusa una porta si apre un portone.Se poi per la Ferrari sarà davvero così, lo scopriremo solo vivendo. Sta di fatto che il team di Maranello si è trovato dall’oggi al domani, ossia appena dopo la fine del campionato 2017 a fronteggiare una partenza di grande rilievo. Dal punto di vista economico, innanzitutto. Di immagine poi.

Il tanto osannato Banco Santander, amico dei giorni lieti dell’ex Presidente Luca Cordero di Montezemolo, ha annunciato il proprio addio alla Rossa e alla F1 in generale, per convertirsi al pallone, precisamente alla Champions League.

Poco male potrebbe sostenere qualcuno. E invece no. Questo inatteso addio, arrivato appunto nei giorni immediatamente successivi al GP di Abu Dhabi, ha significato per il Cavallino, meno 40 milioni di euro di guadagno. Non proprio bruscolini, motivo per cui è subito scattata la ricerca a nuovo e potente sponsor.

Un tuffo nella modernità

Ora, seppure si viaggi ancora nel mondo delle indiscrezioni, una risposta positiva sarebbe arrivata da un commercio che non molto tempo fa ha vissuto un momento di boom. Quello delle sigarette elettroniche. Secondo quanto diffuso da ABC la marca iQOS, legata, tanto per cambiare a Phillip Morris, brand tabaccaio da decenni partner Ferrari, avrebbe raggiunto un accordo con il big boss Sergio Marchionne. Il tutto senza contravvenire alla regola che si è posta la F1 di non pubblicizzare il fumo.

In realtà, però, un problema potrebbe ugualmente arrivare dall’Unione Europea dato che considera questo prodotto come tabacco convenzionale, di conseguenza non meno nocivo rispetto a quello delle sigarette comuni. Approvata ad aprile del 2014 la normativa finora è stata applicata da pochissimi Paesi. Staremo quindi a vedere come finirà la questione, che, come detto, non rappresenta solo la necessità di un nome sulle fiancate delle monoposto o sull’alettone, bensì è fonte di quattrini, oggi più che mai utili per tentare di battere l’armata d’argento.

Chiara Rainis