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McLaren e Ferrari (©Getty Images)

E’ evidente che il forte ritardo nella preparazione della MCL33 ammesso dal responsabile del muretto Eric Boullier non stia preoccupando il CEO McLaren Zak Brown. Il pacioso americano, infatti, anziché guardare a casa sua, e ne avrebbe ben donde considerate le ultime tre tragiche stagioni, ha preferito in questi giorni pensare alla Ferrari e ai suoi problemi relazionali con Liberty Media, con cui in effetti era entrata in polemica a seguito delle proposte avanzate dalla FIA circa il volto che la F1 avrà dal 2021.

In sunto, i punti criticati dal Presidente Sergio Marchionne erano stati il budget cap, la standardizzazione di alcune componenti del motore e il livellamento dei proventi annuali dati a ciascuna squadra, con conseguente rimozione dei bonus per i team speciali, tra cui la Rossa, in quanto longevi e importanti per la storia dello sport.

Il potere dei soldi

“Immagino che a breve avverrà un confronto diretto. E’ inevitabile”, ha dichiarato il dirigente di Woking ad AS prima di sferrare un attacco ad indirizzo dello storico avversario “Il Cavallino ci terrà senz’altro a proteggere il denaro che guadagna, denaro a mio avviso in quantità sproporzionata. Tutti riconosciamo la Scuderia e il valore innegabile che ha dato al Circus, tuttavia lo squilibrio nella distribuzione è evidente e la neo proprietà della serie ha l’unico interesse di fare il bene del nostro sport”.

Forse animato da spirito nazionalista Brown ha proseguito nell’elogio nei confronti del trio Carey-Brawn-Bratches, spesso accusato dal momento dell’ingresso al posto di Bernie Ecclestone di scarsa trasparenza. “Lo posso dare per certo sulla base della mia esperienza in McLaren. Prima di trovare la quadra e capire come muoversi passa almeno un anno e questo vale per tutti. La F1 si muove velocemente, è impaziente e non perdona, quindi la soluzione ai problemi deve essere trovata con un lavoro sinergico. E’ vero, le sfide sono tante, ma occorre trasformarle in opportunità”, ha concluso con tono filosofico lo statunitense.

Chiara Rainis