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Ferrari (©Getty Images)

Sorpreso come molti dall’inatteso ritorno alla ribalta del Cavallino nelle prime gare del 2017, in tempi non sospetti il boss Mercedes Toto Wolff aveva tentato di trovare una spiegazione accusando la Pirelli di aver favorito la connazionale Ferrari modellando sulle sue esigenze le gomme sviluppate nel 2016.

Una pazza idea nata dalla consapevolezza che in effetti Sebastian Vettel nel corso della passata stagione aveva coperto ben 2.200 km provando le mescole nuove a differenza dei suoi ragazzi che si erano limitati a 209 km Rosberg e 50 km Hamilton, quindi un numero decisamente inferiore di tornate completate che secondo l’austriaco rappresentano oggi “un grosso handicap rispetto alla scuderia di Maranello”.

Dopo una prima smentita da parte del Presidente Marco Tronchetti Provera, che ha subito cercato di mitigare il tutto, ora è arrivata la voce del direttore Paul Hembery via sito ufficiale della F1 secondo cui le parziali difficoltà lamentate finora da Stoccarda non avrebbero nulla a che vedere con gli pneumatici. “Confermo che Seb ha girato a lungo e ci ha fornito moltissime informazioni. Anzi lo ringraziamo tanto per il suo contributo perché come sempre i piloti di livello sanno dare indicazioni utili. Tuttavia essendo un blid test, non è mai stato avvertito di cosa sarebbe andato a verificare. A mio avviso quindi il massimo aiuto potrebbe essere stato a livello psicologico, ma non pratico”.

Per tentare di risolvere il dilemma presentato da Wolff, il manager Pirelli ha ipotizzato delle pecche strutturali della W08, tali da impedire una continuità degli standard di prestazione. “In realtà le loro problematiche sono emerse soltanto in alcuni circuiti. A Barcellona, ad esempio, hanno ottenuto buoni risultati e così succederà anche a Silverstone e a Spa. Sono i tracciati con poco grip ad averla penalizzata fino ad ora, ma sono certo che saranno capaci di venirne a capo man mano che avanza il campionato”. Ha poi concluso.