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Eduardo Kobra, Lewis Hamilton e Viviane Senna (©Getty Images)

Volato in Brasile dove nel weekend si disputerà la penultima gara stagionale del Circus, questo martedì a San Paolo Lewis Hamilton ha partecipato ad un evento promosso dalla Petronas, sponsor principale della Mercedes, ricevendo alla fine un prezioso regalo dall’artista Eduardo Kobra, che in molti ricorderanno quale autore del gigantesco murales dedicato a Senna, proprio nella sua città natale.

Presente a quella che è stata quasi una cerimonia anche la sorella di Beco Viviane, salita sul palco per abbracciare il quattro volte iridato e consegnargli la scultura che ritrae una monoposto di F1. “Questo Paese è da sempre nel mio cuore. E sicuramente Ayrton è una delle ragioni. Grazie a lui sono riuscito a conoscerlo meglio”, ha dichiarato il driver di Stevenage, già omaggiato in occasione del GP del Canada dalla famiglia del brasiliano quando aveva raggiunto quota 65 pole position. “In ogni occasione vedo passione, cultura e amore. Anche le persone che magari non sono tifose del nostro sport hanno visto il documentario che porta il suo nome”.

“Sin dal primo momento in cui ho cominciato a correre il mio obiettivo è stato di fare qualcosa di simile a lui. Ayrton è sempre stato il mio riferimento”, ha sottolineato prima di attaccare l’Halo, sistema di protezione dell’abitacolo che dal 2018 verrà reso obbligatorio sulle monoposto di tutte le principali serie, e che secondo il britannico andrà a snaturare l’automobilismo e a castrare l’imprescindibile elemento di pericolo.

“La FIA ha fatto un ottimo lavoro in termini di rafforzamento della sicurezza negli ultimi anni e credo che proseguirà per quella strada. Personalmente, quando ho iniziato la carriera nelle quattro ruote sapevo che avrei corso dei rischi. Per alcuni proprio questo aspetto rappresenta una sorta d’ispirazione perché si vive come sulle montagne russe. La paura è emozione e ciò che mette alla prova che guida è il riuscire a domare la macchina e farle fare ciò che si vuole. Purtroppo è un fatto. Nel campionato venturo le auto non saranno più belle come quelle di oggi. Tuttavia a fronte di incidenti mortali o come quello occorso a Massa era necessario intervenire”, ha concluso il 32enne.

Chiara Rainis