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Lewis Hamilton, Valtteri Bottas e Sebastian Vettel: il podio delle qualifiche del GP d'Australia di F1 2019 (Foto Mercedes)
Lewis Hamilton, Valtteri Bottas e Sebastian Vettel: il podio delle qualifiche del GP d’Australia di F1 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Hamilton in pole: allora la Ferrari ha già perso. Oppure no?

Sì, lo sappiamo cosa state pensando. Per tutti i test pre-campionato della Formula 1 ci avete raccontato il dominio della Ferrari; poi arriviamo al Gran Premio inaugurale della stagione in Australia e il copione è sempre lo stesso: la Mercedes davanti a tutti. D’accordo: forse ci siamo fatti prendere un po’ troppo la mano dall’entusiasmo, nell’assistere durante l’inverno ad una SF90 così in palla. Ma la pole position di Lewis Hamilton a Melbourne ha in effetti colto di sorpresa tutto quanto il paddock. Compresi i diretti interessati, che vogliate credere o meno alle loro parole.

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Un altro capolavoro di Hamilton

L’elemento sbalorditivo non sta tanto nel risultato in sé. Dopotutto, Hamilton resta pur sempre il pilota più forte di tutti in qualifica, e all’Albert Park si esalta in maniera particolare: sono state sue le ultime sei partenze al palo consecutive, ovvero tutte quelle dell’era turbo-ibrida della F1, senza alcuna eccezione. E anche stavolta ha tirato fuori l’ennesimo capolavoro, ribaltando proprio all’ultimo tentativo disponibile il confronto con il suo compagno di squadra Valtteri Bottas, che fino a quel momento premiava il finlandese a causa di qualche problema di troppo al freno anteriore destro accusato dal campione del mondo in carica. A far strabuzzare gli occhi, semmai, è stata l’entità del vantaggio: oltre sette decimi nei confronti di Sebastian Vettel, il che equivale a dire che la Ferrari non è stata di fatto mai in condizione per giocarsi la pole.

Che conseguenze dobbiamo trarre, dunque, da questo sabato australiano? Che il monopolio invernale della Rossa è stato solo l’ennesimo fuoco di paglia? Che, anche nel Mondiale appena iniziato, ci dobbiamo già rassegnare all’ennesima cavalcata trionfale delle Frecce d’argento? Ecco, se qualcuno di noi aveva anticipato troppo i giudizi dopo i test, giungendo a conclusioni affrettate, ora non è il caso di ricadere nell’errore diametralmente opposto. Il miglior tempo di Hamilton rappresenta di certo un campanello d’allarme per il Cavallino rampante, ma non significa ancora necessariamente che la stagione sia già persa.

Le ragioni delle difficoltà Ferrari

Il motivo è che, rispetto al circuito di Barcellona che ha ospitato le prove pre-campionato, la pista di Melbourne è molto più particolare e atipica. Si tratta di un tracciato cittadino con molte curve lente e, come ha fatto notare lo stesso Vettel, è proprio su questo tipo di terreno che la Ferrari sembra in ritardo rispetto alla Mercedes, mentre sul piano della potenza del motore il divario dalla corazzata anglo-tedesca sarebbe effettivamente colmato. Insomma, più che un passo in avanti dei diretti rivali, dalla Spagna all’Australia è stata semmai la Scuderia di Maranello a compiere un passo indietro.

Ma ci sono ancora tutte le ragioni di credere che la situazione possa cambiare in modo rapido e fluido, non solo quando la sfida si sposterà su altri circuiti, ma forse già nella gara di domani. D’altronde, anche un anno fa Hamilton siglò la pole position in questo stesso Gran Premio (e, ironia della sorte, sempre con sette decimi di vantaggio), ma a tagliare il traguardo per primo in quel caso fu Vettel. Come a dire che le gare (e i campionati) non si decidono alla partenza, ma alla bandiera a scacchi. Una lezione che proprio oggi abbiamo imparato per l’ennesima volta, e che stavolta faremmo meglio a tenere tutti a mente fino all’ultima gara.

Fabrizio Corgnati

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