CONDIVIDI
Lewis Hamilton (©Getty Images)

Ad un anno di distanza stesso posto stessa scena sebbene a parti invertite. Ricorderanno tutti la ruotata data da Vettel sul fianco della Mercedes di Hamilton durante il gp di Baku del 2017 dopo che in regime di Safety Car l’inglese aveva fatto il cosiddetto “brake test” al ferrarista con consecutivo rischio di tamponamento. In quell’occasione il tedesco innervosito dal giochetto dell’avversario aveva reagito di rabbia e per questo era stato chiamato addirittura davanti al collegio federale riunitosi a Parigi uscendone con un’ammonizione formale.

Lo scorso weekend invece, sempre in Azerbaijan, dietro la vettura di sicurezza si è trovato Seb,il quale secondo Ham, per ripicca, ha voluto mettere in piedi una disturbante danza di avanti e indietro, riportata successivamente al direttore di gara Charlie Whiting, che dovrebbe esprimersi a tal proposito durante il fine settimana di Barcellona.

Non si può continuare a partire e fermarsi, partire e fermarsi“, si è lamentato il pilote delle Frecce d’Argento.  “Non si può cercare di ingannare chi sta dietro. Se non ci fosse una regola, lo faremmo tutti perché potremmo sorprendere chi segue”.

Anche a Melbourne Sebastian ha accelerato e poi ha frenato, e ho rischiato di montare sul retrotreno della sua SF71-H. In questa occasione ha fatto la stessa cosa per tre o quattro volte. Da quanto ne so io i commissari non hanno preso alcun provvedimento sostenendo che tutti si stavano comportando in quel modo, ma è lui ad aver creato un effetto a cascata”, ha attaccato infastidito seppur con la coppa del vincitore in mano e con la leadership della generale.

“Adesso si è creato un precedente”, ha puntualizzato con tono da maestrino. “Tutti quelli che si troveranno a guidare il gruppo dietro a una safety car potranno comportarsi così e non verranno penalizzati. Per questo ritengo necessario che se ne parli nel prossimo briefing. Noi dovremmo essere d’esempio per le formule minori.Non capisco la regola. Certe cose non dovrebbero essere permesse”.

Chiara Rainis