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Gunther Steiner (Getty Images)

Il monito arriva direttamente da un gran conoscitore delle corse americane, ossia, Gunther Steiner ex team manager negli USA e ora ai vertici della Haas F1. Secondo il dirigente meranese qualora in Circus dovesse decidere di seguire le orme della IndyCar, dove attualmente esiste un kit tecnico uguale per tutti tranne che per le sospensioni, sarà la fine.

“A mio avviso il nostro sport non deve assolutamente schierare vetture identiche. Noi rappresentiamo il top del motorismo e la tecnologia ricopre un ruolo fondamentale. Ecco perché sarebbe il canto del cigno prendere una direzione opposta“, ha dichiarato a Motorsport.com. “Insomma, dobbiamo stare attenti a non semplificarla troppo. Ci sono moltissime persone interessate alle innovazioni al di là della competizione pura, dunque la F1 deve restare una vetrina”.

Secondo me dovremmo renderla soltanto più accessibile, in modo che la gente capisca cosa facciamo, ma assolutamente non ridimensionarla come hanno fatto in Indy e trasformarla in una semplice GP1″, ha aggiunto sostenendo che più che guardare alle altre serie, bisognerebbe focalizzarsi sulla propria.

“Il confronto è sempre positivo, in quanto se non si interagisce con gli altri non si impara nulla, tuttavia, sono convinto che la nostra categoria disponga già di un ottima struttura capitanata da Ross Brawn che sa bene dove andare. Per questo anche se sono a favore del dialogo non credo che il Circus abbia  bisogno di stare a sentire i consigli altrui su come procedere. Disponiamo di personale piuttosto intelligente, preparato e con una buona esperienza alle spalle. L’unico problema resta come arrivare a centrare il nostro obiettivo”, ha concluso Steiner, qualche mese già critico nei confronti dei piloti statunitensi, a suo dire non abbastanza veloci e capaci per essere in grado di guidare delle monoposto della top class, e scintilla scatenante di una grossa polemica tra Nuovo e Vecchio Continente.

Chiara Rainis