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Romain Grosjean, Haas (©Getty Images)

Lo avevamo visto consolare il meccanico disperato e accasciato sulla sedia piazzata attorno ad un tavolino davanti all’hospitality Haas del paddock di Melbourne per la ruota non fissata a dovere durante al pit stop di un gran premio che sembrava andare a gonfie vele per l’ancora acerba scuderia americana. Giusto un mese dopo la scena è cambiata. In Azerbaijan Romain Grosjean uno dei suoi ragazzi lo ha fatto saltare dallo spavento dato che arrabbiato nero per il ritiro rimediato, non appena rientrato in garage, ha lanciato con una certa veemenza i suoi guanti mancando per poco lo strike.

Per quanti non avessero visto il GP della scorsa domenica, il ginevrino è finito contro le barriere mentre in pista c’era la vettura di sicurezza entrata per rimuovere i detriti sparsi dalle due Red Bull di Daniel Ricciardo e Max Verstappen.

“Stava andando tutto molto bene”, ha provato a giustificare quello che molti hanno letto come un errore da principiante essendo stato scatenato dal tentativo di scaldare le gomme in una zona di frenata. “Le condizioni erano complicate, c’era un sacco di vento e la monoposto andava a destra e a sinistra. In quel momento acceleravo e frenavo per tenere in temperatura le coperture e ho schiacciato inavvertitamente un pulsante. Poi quando ho spinto il pedale del freno si sono bloccate le pinze posteriori,quindi le ruote e sono finito in testacoda”.

Fa davvero molto male ritirarsi così e voglio scusarmi con la squadra. Eravamo nel bel mezzo di una gara incredibile, ero scivolato ultimo e mi ero ritrovato in sesta posizione. Vedendo Perez sul podio e sapendo che ero in lotta con lui poco prima del crash, è un ko che rammarica non solo me, ma tutto il team”, ha concluso non nascondendo la vergogna per il grossolano liscio.

Niente sorrisi dunque per l’equipe a stelle e strisce, andata a secco pure con Kevin Magnussen, 13° ed ultimo ad aver tagliato il traguardo di una corsa ad eliminazione.

Chiara Rainis