CONDIVIDI
Pierre Gasly (©Getty Images)

Il quarto posto rimediato a sorpresa dalla Toro Rosso, in realtà piuttosto solida nelle prestazioni sin di test del Montmelo, in Bahrain deve essere suonata come una beffa alle orecchie della McLaren. Pur viaggiando in terza piazza nella classifica costruttori la scuderia di Woking pare essere ancora arrancante e poco lontana da quella del triennio 2015-2017. Sarà per questo che, nel vedere una vettura spinta dal tanto insultato propulsore Honda, fino allo scorso anno nel posteriore della MCL32 e sorelle precedenti, chiudere un GP appena sotto il podio, in molti hanno sogghignato.

Un’ironia pungente che non è mancata neppure all’eroe di Manama Pierre Gasly, il quale prendendo in giro Alonso che qualche settimana fa plaudiva ai risultati ottenuti grazie alla power unit Renault, ha ripetuto il medesimo messaggio dello spagnolo durante il giro d’onore. “Now we can fight! Ora possiamo combattere!”, il messaggio in questione.

“Era solo un piccolo scherzo”, ha cercato di mitigare il francese al termine della corsa. “Ho semplicemente pensato che fosse corretto dare il giusto tributo al nostro motorista. Alla fine la Casa giapponese viene da tre campionati molto difficili con la McLaren, dunque finire quarto nella seconda uscita con loro è stato eccezionale. Come detto, volevo dare credito al loro grande lavoro. Considerato quanto stanno facendo meritavano un omaggio”. Quindi da buon francese, per evitare di innescare polemiche con l’asturiano, notoriamente permaloso, il campione GP2 2016 ha messo le mani avanti e correggendo il tiro ha precisato che non si trattava di uno sbeffeggio nei confronti del due volte iridato. “Ho grande rispetto per Fernando”, ha sottolineato. “E’ uno dei migliori piloti di F1 di tutti i tempi e certamente uno dei miei idoli. Le mie parole non erano affatto collegate a lui. Erano solo un commento per la Honda perché credo che se le fossero guadagnate”.

Chiara Rainis