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Kimi Raikkonen, Ferrari (©Getty Images)

Nonostante la Ferrari abbia fornito una spiegazione, la Federazione Internazionale dell’Automobile ha deciso ugualmente di indagare su quanto successo al giro 35 dell’ultimo GP del Bahrain quando in fase di secondo pit stop Kimi Raikkonen è stato rilasciato prima del tempo finendo per investire un meccanico, Francesco Cigarini, costretto poi all’ospedale per una frattura a tibia e perone.

A quanto pare, secondo le analisi condotte dalla Scuderia, a scatenare l’incidente in corsia box sarebbe stato un intoppo nella procedura di smontaggio del pneumatico posteriore sinistro, il quale avrebbe a sua volta evidenziato una carenza nel sistema che dovrebbe rilevare le anomalie. Di conseguenza a partire dal round cinese del prossimo weekend il Cavallino potenzierà l’impianto con l’aggiunta di ulteriori sensori di segnalazione. Va ricordato che il metodo che si utilizza durante la corsa per la sostituzione delle gomme, denominata da alcuni “fast”, è differente rispetto a quello in uso nel resto delle sessione. Per questo motivo da Maranello si sono affrettati a chiarire che l’episodio occorso ad Iceman nel gran premio non ha a che vedere con l’inconveniente che aveva bloccato il finlandese durante le prove del venerdì.

Malgrado le suddette assicurazioni, la FIA ha provveduto lo stesso ad avviare un’indagine d’ufficio sui fatti di Al Sakhir, non tanto per colpire la Ferrari, già punita con 50 mila euro di multa, ma in generale per capire meglio come si sono evolute le metodologie di cambio coperture in tutte le squadre iscritte. In effetti Manama è stato il secondo caso di sosta al limite del regolamento. Appena due settimane prima, in Australia, in occasione del debutto stagionale, entrambe le Haas di Kevin Magnussen e Romain Grosjean erano state costrette al ritiro proprio per errori effettuati al box del team statunitense incapace di stringere a dovere i dadi, mentre la McLaren di Fernando Alonso aveva perso una ruota durante i test invernali di Barcellona.

Chiara Rainis