CONDIVIDI
Mattia Binotto al muretto della Ferrari nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Ferrari)
Mattia Binotto al muretto della Ferrari nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari: l’arma vincente non sta nella macchina, ma dietro le quinte

Nel mondo del calcio, quando una squadra è in crisi, normalmente la prima reazione è quella di cambiare l’allenatore. Potrebbe sembrare una soluzione superficiale, ma indubbiamente è la più immediata e anche la più logica: sostituire solo il mister è molto più facile che cacciare tutti i giocatori in blocco. Oltre che semplice, però, nella maggior parte dei casi risulta anche efficace: quando un gruppo di persone è in crisi, stressato e sotto pressione, soltanto il fatto di trovarsi di fronte un punto di riferimento diverso da quello che ha creato quella situazione può consentirgli di tirare un sospiro di sollievo.

Questo è esattamente ciò che è capitato alla Ferrari nel corso di quest’inverno. Quello che in termini calcistici si sarebbe chiamato l’esonero di un allenatore è stato invece il rimpiazzo del vecchio team principal Maurizio Arrivabene con il direttore tecnico Mattia Binotto. L’ingegnere italo-svizzero ha assunto ufficialmente il suo nuovo ruolo solo da poche settimane, quindi non ha avuto ancora il tempo di apportare reali ed effettivi cambiamenti all’interno dello staff di Maranello. Eppure la differenza si è vista ad occhio nudo fin da subito: semplicemente perché Binotto è una persona molto diversa, con un carattere molto diverso da quello di Arrivabene.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

La rivoluzione umana di Mattia Binotto alla Ferrari

Il boss precedente era un uomo deciso, dal pugno di ferro, giustamente esigente nei confronti dei suoi uomini, ma forse anche troppo divisivo, sia verso l’esterno che verso l’interno della Scuderia. Nel corso del tempo, il suo atteggiamento aveva dunque finito per creare un clima di tensione tra gli uomini in rosso: alle grandi aspettative del capo si aggiungevano quelle della stampa e di tutti i tifosi italiani, con il risultato che la Ferrari si sentiva di fatto condannata a vincere. E questo stato di cose faceva sì che il team non lavorasse più con serenità, ma con la costante paura di sbagliare, e qualsiasi errore (persino quelli umanamente comprensibili e inevitabili) venisse accolto con il panico e la febbrile caccia al colpevole.

Mattia Binotto ha immediatamente intuito la necessità di ribaltare questo schema mentale. Fin dalla sua prima intervista pubblica, ha sottolineato come il suo compito fosse quello di riportare il divertimento, il sorriso, la gioia di lavorare all’interno della squadra. E non si è trattato soltanto di parole al vento, perché nei box della Ferrari già dai test F1 di Barcellona si sono visti volti più distesi e nessuna preoccupazione, nemmeno quando in pista spuntava qualche inconveniente di troppo per l’affidabilità della SF90. Questa rivoluzione psicologica è davvero fondamentale, non solo per una squadra latina come la Rossa, ma anche per un pilota teutonico eppure profondamente emotivo come Sebastian Vettel. Che, non a caso, l’anno scorso proprio quando si sono presentati i primi problemi è andato in tilt ed ha iniziato a commettere continui e pesanti errori al volante.

Ferrari, chi ben comincia…

Presentarsi al via del Mondiale F1 2019 con questa tranquillità e questa fiducia diffusa nei propri mezzi è già un ottimo inizio. Certo, ora il metodo Binotto andrà valutato alla prova del fuoco, quando in gioco non ci sarà più soltanto il miglior tempo di un test ma i punti in classifica mondiale, o quando magari l’armonia interna tra il capitano Vettel e l’arrembante nuovo arrivato Leclerc dovesse compromettersi. Solo a quel punto capiremo se il neo-team principal sarà capace di mantenere, anche nei momenti più difficili, la calma e il sangue freddo all’interno della Ferrari. Ad oggi, però, tutto lascia intendere che la religione binottiana, fatta di rispetto, meritocrazia e grande conoscenza dell’ambiente ferrarista, stia facendo sempre nuovi adepti. Con l’esito, apparentemente paradossale, che gli effetti più importanti apportati dall’arrivo di un ingegnere non sono stati di natura tecnica, ma umana.

Fabrizio Corgnati

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori