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Sebastian Vettel sale a bordo della sua Ferrari F1 (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel sale a bordo della sua Ferrari F1 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari campione del mondo 2019: perché può farcela (e perché no)

Undici anni dopo il suo ultimo titolo iridato, conquistato nel 2008 da Kimi Raikkonen, la Ferrari si presenta al via del nuovo Mondiale di Formula 1 2019 con le migliori chance negli ultimi anni di riportare in Italia il campionato del mondo. Per farlo, dovrà imparare dagli errori commessi l’anno passato, ma soprattutto dimostrarsi all’altezza di interrompere la cavalcata trionfale di cinque titoli consecutivi della rivale Mercedes. TuttoMotoriWeb.com ha soppesato le chance della Rossa di Maranello nella stagione che inizierà questo weekend con il Gran Premio d’Australia, mettendo in fila tutti i buoni motivi per cui la Ferrari può puntare al bersaglio grosso quest’anno, ma anche quelli per cui rischia di non farcela. Eccoli.

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Ferrari campione del mondo 2019: perché sì

Dopo tante stagioni all’inseguimento della Mercedes, la Ferrari ha finalmente costruito una monoposto, la SF90, che sembra aver superato in competitività la rivale anglo-tedesca. Veloce sia sul giro secco che sul passo gara, bilanciata e stabile in pista, e soprattutto dalle spiccate doti di efficienza aerodinamica. Ma ai miglioramenti sul circuito si affiancano pure quelli apportati dietro le quinte, con l’arrivo di Mattia Binotto come nuovo team principal al posto di Maurizio Arrivabene.

Un cambio di volto, ma anche d’atmosfera: il direttore tecnico italo-svizzero, infatti, ha voluto subito applicare il suo carattere calmo e positivo all’interno della Scuderia, per evitare che si ripetano quei pesanti errori ai box e al muretto, commessi l’anno passato proprio nei momenti di massima tensione. Ora a Maranello si respira un’aria fiduciosa ma rilassata, che farà molto bene soprattutto ad un campione emotivo come Sebastian Vettel. Infine, c’è la cabala. Michael Schumacher vinse il suo primo Mondiale alla Ferrari nella sua quinta stagione in rosso, quando arrivò un nuovo compagno di squadra, Rubens Barrichello. Ora Vettel sta per iniziare il suo quinto campionato al Cavallino rampante, con un nuovo compagno di squadra, Charles Leclerc. È arrivato il suo turno.

Ferrari campione del mondo 2019: perché no

Se sulla velocità della nuova Ferrari SF90 nessun addetto ai lavori sembra nutrire dubbi, qualche crepa in più si è vista, nel corso dei test pre-campionato, sotto l’aspetto dell’affidabilità. Nessun problema grave, intendiamoci, ma tanti piccoli inconvenienti e soprattutto di natura molto diversa tra loro: sintomo che non è solo una parte specifica della macchina ad essere fragile. La Rossa dovrà lavorare sodo, per garantirsi la tenuta in un Mondiale in cui, ancora una volta, si potrà usufruire di tre soli motori durante tutto l’anno. Così come sarà chiamata a sviluppare la vettura a ritmo sostenuto, per evitare di essere superata in corsa dalla Mercedes, che non rimarrà certo ferma a guardare.

E poi, come tra i punti di forza, anche tra i talloni d’Achille della Ferrari c’è una componente umana. L’anno scorso il capitano Sebastian Vettel ha lasciato per strada troppi punti preziosi per colpa delle sue sbavature alla guida, quando non di veri e propri errori di valutazione nei duelli ruota a ruota. Come si comporterà quest’anno, quando lo scontro con Lewis Hamilton per il titolo iridato entrerà nel vivo: subirà di nuovo la pressione oppure riuscirà a mantenere la lucidità? La domanda, stavolta, è ancora più importante che nel 2018, perché il quattro volte campione dovrà vedersela non solo con il rivale vestito d’argento, ma anche con il suo neo-vicino di box Charles Leclerc. Che è talentuoso, arrembante e di fare da suo fido scudiero (al di là delle dichiarazioni di facciata) sembra non avere troppe intenzioni.

L’ultima volta in cui Vettel si ritrovò al fianco un pilota giovane e appena arrivato era il 2014: la squadra era la Red Bull e il suo compagno Daniel Ricciardo. Il confronto non si rivelò proficuo per lui: non solo rimase a secco di vittorie, ma batté Ricciardo solo tre volte in tutta la stagione, e finì per conquistare ben 71 punti in meno di lui. Se, anche in questa occasione, il ragazzino dovesse iniziare a stare davanti al suo caposquadra, Vettel sarà capace di reagire e di recuperare, oppure verrà sepolto dalla tensione della concorrenza intestina? Anche da questo dipenderanno le sorti della corsa iridata della Ferrari 2019.

Fabrizio Corgnati

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