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Michael Schumacher (©Getty Images)

Quattro anni fa oggi, dopo una caduta sulla pista di sci di Meribel dove si stava godendo le vacanze natalizie assieme al figlio Mick, Michael Schumacher si inabissava in quella condizione che non ti fa essere né si qua, né di là. Uno stato di limbo anomalo, per la F1, che non ha fatto altro che rafforzare la presenza del tedesco nella mente e nei ricordi di colleghi, addetti ai lavori e tifosi dello sport, per cui in tanti in questo anniversario hanno voluto omaggiarlo. Tra questi anche Fernando Alonso.

“E’ stato un avversario tosto, velocissimo e in grado addirittura di intimorirmi”, le parole del pilota McLaren riprese da AS. “Riusciva a tirare fuori il risultato pure quando sembrava in difficoltà. Ad esempio nel 2006, quando eravamo in regime di duopolio sul fronte gomme e le Michelin andavano meglio rispetto alle Bridgestone della Ferrari, in corse in quei al venerdì erano lontani, lui magari concludeva la gara al secondo posto. Era incredibile. Super competitivo”.

I guadagni di Schumi

Circa 840 milioni di euro. Questa la cifra che il campione di Kerpen è riuscito ad accumulare nella sua carriera nel Circus. Un numero da urlo, che secondo la rivista Forbes lo colloca al quinto posto della speciale classifica dedicata agli sportivi più ricchi di sempre tra ingaggi, premi, bonus e contratti pubblicitari, ossia dopo il cestista Michael Jordan e i giocatori di golf Tiger Woods, Arnold Palmer e Jack Nicklaus.

A differenza degli altri, però, che il conto in banca se lo stanno gestendo a piacimento per godersi al meglio la vita, suo malgrado e probabilmente senza saperlo, Schumacher se lo sta giocando tutto in trattamenti e medicine. Considerato che la famiglia ha voluto ricreare nella sua casa di Gand una sorta di camera ospedaliera con tutto il materiale necessario per la sua riabilitazione e che ogni settimana la spesa per le cure si aggira attorno ai 140 mila euro, il denaro “disperso” è arrivato a 28 milioni di euro. Una vera disdetta per una persona che del rischio ha fatto il suo mestiere e che per una banale scivolata a 30 km/h ha visto ogni speranza di un pacifico prosieguo di esistenza finire in frantumi.

Chiara Rainis