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Lewis Hamilton (Getty Images)

A differenza di una settimana fa quando aveva praticamente ucciso il weekend di Austin piazzandosi primo in tutte le sessioni di prove disputate e ovviamente anche in gara, Lewis Hamilton almeno fino alle qualifiche si è visto davvero poco a Città del Messico.

In un fine settimana che ha evidenziato un ottimo stato di forma delle Red Bull, in particolare della RB13 di Verstappen, l’inglese, nelle libere, è stato beffato pure dal suo compagno di box Valtteri Bottas, che probabilmente gli sarebbe stato davanti anche sabato pomeriggio se il finnico non fosse stato rallentato  proprio dal #33, poi messo sotto investigazione dai commissari.

Insomma, mentre ci si prepara a vivere un GP che avrà al palo Sebastian Vettel, capace di dare la zampata giusta a bandiera  scacchi del Q3 appena sventolata, sorge spontaneo chiedersi se il tre volte iridato sia davvero in difficoltà o non abbia giocato a nascondersi, occultando quindi il vero potenziale, per poter cogliere tutti di sorpresa e  portarsi in testa al pronti via della gara, con l’unico obiettivo di creare un bel gap e dunque aggiudicarsi in anticipo il quarto sigillo mondiale.

“Max  e Seb sono stati troppo veloci per me”, si è giustificato il driver Mercedes, 3°. “Nell’ultimo giro a disposizione avrei potuto fare meglio di un paio di decimi, ma ugualmente non sarebbe bastato. L’Hermanos Rodríguez è  un tracciato anomalo, molto corto e atipico a causa dell’altitudine . Per questo forse non siamo stati competitivi durante la qualifica”.

“Ad ogni modo non mi sento di tirarmi fuori dalla lotta per la vittoria”, ha precisato combattivo. “La strategia, sarà di sopravanzarli entrambi sul rettilineo prima della curva 1.  Penso di potermi prendere qualche rischio dato che qui si può fare ben poco con la strategia, essendo su un solo stop. Mi aspetto quindi subito una bella bagarre”, ha concluso sornione Hamilton.

Chiara Rainis