CONDIVIDI
Ferrari F1 (©Getty Images)

Il provvedimento è stato preso a seguito di un dubbio serpeggiato negli ultimi due campionati. Quello più volte espresso dai team clienti a proposito dell’uniformità delle power unit ricevute dai fornitori schierati in griglia. Per capirci quello delle varie Red Bull, o Williams, giusto per fare due nomi, circa l’uguaglianza in tutto e per tutto dei motori montanti sulla Renault e sulla Mercedes.

Per cercare di evitare l’ingigantirsi della questione, la FIA, ha dunque deciso di inviare una nuova direttiva tecnica alle squadre per avvisarle che tutte le unità motrici di uno stesso costruttore dovranno essere d’ora in poi in grado di funzionare nello stesso modo. In realtà già il regolamento in vigore imponeva l’identicità fisica di ciascun propulsore, riconoscibile per un dossier di omologazione che viene redatto ai sensi dell’appendice 4 del Regolamento Sportivo di Formula 1.

Oggi, però, si è optato per un ulteriore rafforzamento della regola, in quanto la Federazione Internazionale, analizzando i dati che vengono raccolti dalle centraline uniche, ha sospettato un uso diversificato da parte delle Case. In pratica queste, nel 2017, in certi momenti del weekend, come le qualifiche, avrebbero utilizzato le PU, in modalità diversa rispetto a quanto consentito ai clienti.

Dall’Australia dunque i federali non si accontenteranno più di vedere fiche di omologazione, ma pretenderanno che anche i software di gestione delle unità, che dovranno essere corrispondenti essere, per garantire il medesimo livello prestazionale a meno che una scuderia non motivi perché vuole rinunciare ad una specifica. Equilibrato dovrà essere il funzionamento in termini di olio e carburante malgrado la permanente possibilità di rifornirsi da produttori diversi. Un po’ come accaduto negli ultimi due anni alla Ferrari, la quale aveva ottenuto la deroga dalla FIA di fornire motori completamente diversi alla Toro Rosso nel 2016 e alla Sauber nella scorsa stagione, a cui come noto passava le PU vecchie.