CONDIVIDI
Mercedes, Valtteri Bottas (©Getty Images)

Come cambia la visione della pista dall’abitacolo di una monoposto dotata di Halo? E’ probabilmente la domanda che tutti gli appassionati di F1 si sono posti in questi mesi di grandi discussioni sui pregi e i difetti, i pro e i contro del sistema di protezione dell’abitacolo reso obbligatorio dalla FIA da quest’anno e ora, giusto ad un paio di giorni dall’avvio del pre-stagione, la Mercedes ci ha fornito una risposta effettiva a questa curiosità. In che modo? Giovedì mattina al momento dello shakedown effettuato da Valtteri Bottas sul circuito, bagnato, di Silverstone, quando sul casco del finlandese è stata inserita una telecamera che ha così registrato il suo giro di verifica. A giudicare dalle immagini, come tutti i piloti hanno dichiarato finora, il fastidio dovrebbe essere minimo, in quanto il campo visivo resta ampio, tuttavia è innegabile che il supporto centrale sia impegnativo. Ma se l’invasività del device è passata in secondo piano, resta da capire cosa potrebbe succedere in caso di capottamento della macchina alla luce, unico nodo ancora da sciogliere di una questione che ha avuto più scetticismo estetico che pratico.

Il parere di Toto Wolff

Dell’argomento Halo ha parlato in occasione della presentazione della W09 anche il direttore generale della scuderia di Stoccarda, di certo non un fan sfegatato. “Datemi una motosega che lo taglio!”, ha ironizzato al micorfono di Rosanna Tennant. “E’ giusto proteggere i driver, ma questa non può essere la soluzione finale. Bisognerebbe trovare qualcosa di più bello e meno pensante. Dobbiamo ricordarci che si tratta pur sempre di una vettura di F1”.

Il dirigente austriaco ha poi puntato il dito contro la Liberty Media per le più recenti decisioni di ritardare di un’ora e dieci inizio dei GP e di abolire le Grid Girl. “Posso essere d’accordo con lo slittamento avanti di un’ora, ma non riesco a capire i dieci minuti. A mio avviso è un errore. Per quanto concerne invece le ragazze, anche qui non comprendo. Le ho sempre apprezzate e non credo ci fosse nulla di negativo per le donne”, la riflessione di Wolff.

Chiara Rainis