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La Ferrari in pista nelle prove libere del GP di Cina di F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari in pista nelle prove libere del GP di Cina di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Come va la Ferrari in Cina: c’è un punto di forza, ma pure un punto debole

In Australia abbiamo assistito a un dominio assoluto della Mercedes, in Bahrein ad una Ferrari nettamente più veloce (anche se punita dal risultato finale). Il Gran Premio di Cina iniziato oggi a Shanghai, invece, sembra poterci finalmente regalare il primo testa a testa della stagione tra i due top team della Formula 1. L’esito delle prove libere ci ha consegnato una Rossa e una Freccia d’argento praticamente sullo stesso piano sul fronte delle prestazioni.

Sul giro secco appena 27 millesimi hanno diviso Valtteri Bottas e Sebastian Vettel, che si sono presi una parziale rivincita dopo essere usciti con le ossa rotte da Sakhir; i rispettivi compagni di squadra, Charles Leclerc e Lewis Hamilton, hanno invece commesso errori decisivi proprio nelle loro tornate migliori, che non hanno consentito loro di esprimere tutto il proprio potenziale sul cronometro. In termini di passo gara, la situazione è altrettanto equilibrata: la Mercedes sembra in vantaggio con la gomma morbida (quella che dovrebbe essere utilizzata in partenza), la Ferrari con la dura. E proprio la capacità di azzeccare il giusto compromesso di assetto, che permetta di gestire nel miglior modo le diverse mescole di gomme, sarà probabilmente l’elemento decisivo della gara di domenica, come ormai d’abitudine.

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La solita Ferrari: veloce ma fragile

Eppure, nonostante il bilancio finale sia pressoché in parità, le due vetture che si contendono il Mondiale di F1 sono apparse veloci in punti diversi della pista. Bottas ha costruito il suo minimo vantaggio nel secondo intermedio, costituito quasi completamente da curve. Vettel, invece, ha recuperato terreno sui rettilinei: praticamente tre decimi solo nel dritto più lungo della pista. Non è poco, anche perché la Mercedes aveva accusato in maniera pesante questo deficit di potenza del motore (si sussurra di circa 40 cavalli) già due settimane fa in Bahrein, e nel frattempo ha provato a lavorarci sopra al quartier generale, rivalutando i livelli di carico aerodinamico che si poteva permettere di applicare. Alla prova dei fatti, comunque, queste contromisure anglo-tedesche non sembrano avere funzionato: una buona notizia per la Ferrari, che finora ha mantenuto questo suo solido punto di forza.

C’è però anche una brutta notizia: ovvero che dall’ultima gara ad oggi il Cavallino rampante non ha mantenuto solo i suoi punti forti, ma anche quelli deboli. Primo tra tutti, l’affidabilità del motore, costata dolorosamente la vittoria a Leclerc. I tecnici di Maranello hanno provato a metterci una pezza, sostituendo la centralina elettronica di controllo alla vigilia di questo weekend, ma non è bastato: dopo tredici giri della sua simulazione di gara odierna, infatti, il baby fenomeno monegasco è stato costretto a fermarsi di nuovo ai box. Stavolta per motivi precauzionali, sostiene la versione ufficiale della Scuderia, che ha parlato di controlli al sistema di raffreddamento, in particolare al circuito dell’olio. Ma non è certamente questo il modo ideale di cominciare un Gran Premio, specialmente quando hai tanto bisogno di rassicurazioni…

Fabrizio Corgnati

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