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La Ferrari di Sebastian Vettel nel GP di Abu Dhabi di F1 2018 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel nel GP di Abu Dhabi di F1 2018 (Foto Ferrari)

F1 | Budget Ferrari: ecco quanto spenderà per vincere il Mondiale di F1 2019

Vincere a tutti i costi, letteralmente. Questa è la parola d’ordine della Ferrari in vista del Mondiale di Formula 1 2019. Che la vedrà presentarsi sulla griglia di partenza con una disponibilità di mezzi mai vista prima, anche dal punto di vista finanziario. Se infatti nel 2018 la Casa di Maranello aveva annunciato una riduzione di 5 milioni di euro in costi industriali e in ricerca e sviluppo, “principalmente dovuta ai risparmi in F1″, come aveva annunciato il responsabile finanziario Antonio Picca Piccon, con il nuovo anno è arrivata una netta retromarcia.

Merito da un lato dell’aumento delle sponsorizzazioni (ben 16 milioni in più affluiti nelle casse della Rossa nell’arco della passata stagione), dall’altro della filosofia vincente introdotta dal nuovo presidente Louis Camilleri: “Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: vincere”, ha tuonato il boss. E pazienza se, per riuscirci, bisognerà allargare un po’ i cordoni della borsa. Difficile indicare una cifra precisa del budget totale della Scuderia di Formula 1, ben nascosto nelle pieghe del bilancio complessivo dell’azienda, ma gli addetti ai lavori stimano che quest’anno supererà addirittura i 400 milioni. Una spesa imponente, all’apparenza, ma giustificabile con il fatto che i Gran Premi rappresentano praticamente l’unico investimento in marketing e in promozione. Meglio correre (e vincere) che produrre costosi spot pubblicitari televisivi, dunque.

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La Ferrari guarda al futuro

Ma dietro alla decisione della Ferrari di aumentare il budget della sua Scuderia c’è anche una considerazione più a lungo termine. A spiegarla è stato lo stesso presidente Camilleri: “La crescita della spesa serve anche ad affrontare il nuovo regolamento tattico, che farà parte del rinnovo del patto della Concordia che dovrebbe entrare in vigore dal 2021”. In pratica, tra soli due anni verrà introdotta una nuova rivoluzione tecnica, i cui dettagli non si conoscono ancora precisamente, ma comprenderanno di sicuro un’evoluzione dell’attuale generazione di motori turbo ibridi. Un po’ come accadde l’ultima volta, nel 2014. In quell’occasione, il Cavallino rampante si fece trovare impreparato: l’avversaria Mercedes, infatti, aveva iniziato a progettare i suoi nuovi V6 già da quattro anni prima, e questo largo anticipo si è tradotto in un vantaggio competitivo di cui la Freccia d’argento beneficia ancora oggi. Una lezione che la Rossa ha imparato a sue spese: ecco perché stavolta non intende più ripetere lo stesso errore.

Del resto, anche la stessa Mercedes mette sul piatto investimenti finanziari molto importanti nel tentativo di mantenere il suo dominio sulla Formula 1. “Può contare non solo sul proprio staff”, ha recentemente rivelato Christian Horner, team principal della rivale Red Bull, “ma anche su personale assunto da diverse filiali che però lavora al programma F1”. Un trucchetto contabile che non solo contribuisce ad aumentare nell’immediato le risorse di cui dispone la Casa di Stoccarda, ma che in prospettiva potrebbe aiutarla anche ad aggirare il tetto ai costi (si parla di un massimo di 150-250 milioni all’anno) che dovrebbe rientrare sempre nel famoso nuovo regolamento 2021.

Fabrizio Corgnati

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