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Valtteri Bottas al volante della Mercedes W10 per il Mondiale di F1 2019 (Foto Mercedes)
Valtteri Bottas al volante della Mercedes W10 per il Mondiale di F1 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Attenta Ferrari: la Mercedes è indietro, ma ha già studiato la rimonta

Attenzione a dare troppo presto per sconfitta la Mercedes. Sì, va bene, la Ferrari si presenta al via del Mondiale di Formula 1 2019, in programma questo weekend con il Gran Premio d’Australia, schierando la macchina che, secondo la stragrande maggioranza degli osservatori, è al momento la più veloce del lotto. Ma non è un caso se la corazzata anglo-tedesca ha vinto gli ultimi cinque campionati del mondo consecutivi, ovvero tutti quelli finora disputati nell’era delle F1 turbo-ibride.

Il motivo di fondo è la loro struttura potente, il loro gruppo di lavoro ingegneristico capace, e la loro ricchezza di risorse economiche. La loro creatura ultima nata, la Mercedes W10, si ritrova per la prima volta costretta ad inseguire, almeno stando a quanto si è visto nei test pre-campionato a Barcellona. Ma a Brackley sanno bene come si fa a rimontare: sono la scuderia in assoluto più capace di programmare lo sviluppo tecnico e di far crescere, in modo costante quanto efficace, la macchina nel corso della stagione.

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Mercedes alla corsa dello sviluppo

Sulla prima griglia di partenza del Mondiale porteranno una pacchetto solido e affidabile, un’evoluzione di quello vincente del 2018, benché meno veloce ed esplosivo rispetto a quello della rivale Ferrari SF90. Ma lo sguardo della Mercedes è saldamente puntato a lungo termine, ben consapevole che i titoli iridati non si vincono all’inizio dell’anno, ma alla fine. Già per il Gran Premio di Spagna che darà il via alla fase europea della stagione stanno preparando una rivoluzione aerodinamica che dovrebbe introdurre anche un’alettone anteriore basato sul concetto, più innovativo e performante, ideato dalla Rossa. Poi, dal Canada, dovrebbe arrivare anche un nuovo passo in avanti sul fronte del motore, con una sostanziosa iniezione di potenza in più rispetto alle gare inaugurali, in cui prevarrà la prudenza. Insomma, il Cavallino rampante non potrà certamente sedersi sugli allori, ma dovrà continuare a migliorare gradualmente la sua vettura, se non vorrà rischiare seriamente di essere scavalcata al giro di boa.

Hamilton lotta contro la storia

E poi ci sono i piloti. Valtteri Bottas è destinato ad un’altra annata da fido scudiero, senza dare troppo fastidio al suo caposquadra. Ma dall’altro lato del box c’è un certo Lewis Hamilton, ormai una leggenda della F1, che la sua prima battaglia non la combatterà contro Sebastian Vettel, ma contro i record storici. Ha già battuto i primati del maggior numero di pole position e di partenze in prima fila, e ora gli mancano solo diciotto vittorie per scavalcare a quota 91 il mitico Michael Schumacher. Oltre a due titoli mondiali, per raggiungere l’asticella dei sette del Kaiser tedesco. A microfoni accesi l’anglo-caraibico non lo ammetterà mai, ma proprio da queste statistiche nasce la sua incessante motivazione che, anche dopo aver già vinto tutto, continua a spingerlo a portare le sue prestazioni sempre al livello successivo.

Come la sua Mercedes, anche Hamilton ha la resistenza e la determinazione per portare avanti la corsa mondiale sulla distanza, nell’arco di tutti e ventuno i Gran Premi, senza commettere mai (o quasi) nessun errore, senza lasciare nessun punto prezioso sul terreno. Insomma, per una squadra del genere, il fatto di partire arretrata o addirittura sfavorita non cambia poi di molto la missione da compiere.

Fabrizio Corgnati

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