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Antonio Giovinazzi (Foto Alfa Romeo)
Antonio Giovinazzi (Foto Alfa Romeo)

F1 | Antonio Giovinazzi: dopo un lungo calvario, arriva la sua grande chance

L’Italia ha dovuto attendere ben otto anni per rivedere un suo pilota sulla griglia di partenza di un Mondiale di Formula 1, da quel 2011 in cui i nostri ultimi portacolori furono Jarno Trulli e Tonio Liuzzi. Ma anche Antonio Giovinazzi, per conquistarsi la sua prima chance in carriera da titolare, ha dovuto aspettare non poco: ben due anni. Tanto tempo, infatti, è passato da quel 2016 in cui il giovane di Martina Franca si impose per la prima volta all’attenzione dell’automobilismo internazionale, sfiorando il titolo di GP2 andato al suo allora compagno di squadra (oggi in Red Bull) Pierre Gasly.

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Dai Gran Premi ai test

Le sue prestazioni furono giudicate così interessanti da convincere nientemeno che la Ferrari a proporgli un contratto, seppur solo da collaudatore, per la stagione 2017. Poi, imprevedibilmente, un improvviso infortunio occorso durante il pre-campionato a Pascal Wehrlein, allora titolare della Sauber, lo catapultò nell’abitacolo per i primi due Gran Premi dell’anno, senza peraltro aver mai potuto provare prima la sua macchina. E se il debutto in Australia, concluso con un dodicesimo posto, fu decisamente promettente, due settimane dopo in Cina per lui girò tutto male: fu protagonista di ben due incidenti, l’ultimo in gara sul rettilineo principale. Da lì in poi, con un po’ di amaro in bocca per la chance sprecata, ma con tante valide giustificazioni per essere stato gettato nella mischia senza potersi preparare a dovere, Giovinazzi si ritrovò di nuovo in panchina.

Per due anni consecutivi fu riconfermato come terza guida della Ferrari e della Sauber, trascorrendo lunghe e ripetitive sessioni al simulatore di Maranello, e qualche sporadico test alternandosi tra le due squadre. Ma di gare neanche a parlarne, se si esclude la sua apparizione alla 24 Ore di Le Mans dell’anno scorso, al volante della Ferrari Gran Turismo ufficiale del team Af Corse, con cui conquistò il quindi posto di classe. Le sue speranze di essere promosso a titolare alla neonata Alfa Romeo vennero invece vanificate dall’arrivo di un altro debuttante talentuoso, Charles Leclerc, e dalla riconferma del mediocre Marcus Ericsson. Un copione che stava per ripetersi anche stavolta, con lo scambio tra Leclerc e Kimi Raikkonen, ma il licenziamento di Ericsson ha evitato la seconda beffa per il nostro Antonio Giovinazzi, spalancandogli finalmente le porte del circus a tempo pieno.

Finalmente l’opportunità giusta per Giovinazzi

Ha atteso il suo momento con pazienza, disciplina e senso del dovere, Bon Giovi, senza mai lamentarsi pubblicamente e anzi dimostrando una motivazione intatta. E non è detto che dover aspettare tutto questo tempo sia effettivamente stato un male. Invece di dover esordire con una Sauber confinata nelle retrovie, infatti, oggi il pugliese si ritrova invece per le mani una Alfa Romeo competitiva, con più risorse economiche ed umane e un legame più stretto con la Ferrari, apparentemente con tutte le carte in regola per giocarsi le posizioni di centro classifica. Inoltre, al suo fianco si ritrova un campione veterano come Raikkonen, che dall’alto della sua esperienza gli può consentire di imparare molto, ma anche di poter contare su un punto di riferimento valido per dimostrare le sue capacità. E così è stato fin dai test invernali, in cui Giovinazzi non ha sfigurato rispetto al suo vicino di box, specialmente nelle simulazioni di qualifica.

Questo weekend a Melbourne, insomma, si conclude un periodo duro e complesso per Antonio Giovinazzi. Lui lo ha superato dimostrando maturità, come sportivo ma anche come uomo. Ora è finalmente pronto per il suo approdo definitivo in Formula 1: e ha tutte le intenzioni di restarci il più a lungo possibile.

Fabrizio Corgnati

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