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Antonio Giovinazzi (@Getty Images)

Tra i favoriti assieme al neo campione F2 Charles Leclerc per un sedile alla Sauber, dal 2018 trasformata in una sorta di laboratorio Ferrari, Antonio Giovanizzi, si prepara al weekend del Brasile che lo vedrà nelle libere 1 al volante della Haas facendo un bilancio di ciò che è stato finora. “Questa stagione mi ha portato più di quanto mi aspettassi. Ho corso in Australia e poi in Cina con la C36, con la VF17 sto disputando le prove del venerdì mattina e ho provato la SF70-H nei test di Budapest. Tre macchine, team diversi, tanti piloti con cui mi sono confrontato, un bagaglio di esperienza non indifferente. Senza contare il lavoro al simulatore con gli ingegneri di Maranello”, ha argomentato parlando a La Gazzetta dello Sport. “Non nascondo che, dopo un fantastico 2016 in GP2, mi sentivo pronto per correre una stagione completa in F1, però è andata bene anche così”.

Quindi tornando alle due gare a sorpresa di inizio campionato, quando si è trovato a sostituire l’infortunato Pascal Wehrlein, il driver pugliese ha detto: “A Melbourne ho vissuto un grande momento, mentre giudico quello di Shanghai il peggiore fine settimana della mia carriera da pilota. Mi è capitato proprio sul palcoscenico più importante, quando avevo tutta la pressione mediatica addosso,comunque le critiche mi sono servite tantissimo. Ho capito che bisogna tenere sempre i piedi per terra, avere coscienza dei propri limiti e sapere che ogni cosa arriva al suo tempo. Fossi rimasto più calmo, forse, sarebbe andata in modo diverso”.

Viva la Ferrari

Al di là del suo impegno in pista Bon Giovi ha dedicato parecchie ore al lavoro sul simulatore del Cavallino. “È stato bellissimo andare in fabbrica  dopo le FP2 dei gran premi per fare comparazioni e provare soluzioni diverse. Ma ancora più bello è stato accorgersi che un quattro volte campione del mondo come Vettel si fidasse dei miei giudizi. Mi sono sentito davvero parte del team e valorizzato”, ha sottolineato il 23enne prima di volgere lo sguardo al futuro: “Vedere i vari Seb o Lewis Hamilton partire da zero e arrivare, è stata una grande ispirazione. Da bambino aspettavo la domenica, davanti alla tv per seguire Schumacher che vinceva. Ho sempre avuto il pallino per il Cavallino e quando ho firmato per loro è stato incredibile. Adesso vivo vicino a Maranello, sono quasi tutti i giorni  in mezzo alle rosse e mi sento a casa. Un vero sogno, a cui continuerò a credere”.

Chiara Rainis