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Amna Al Qubaisi (©Amna Al Qubaisi Instagram)

Si chiama Amna Al Qubaisi, ha 18 anni ed è originaria di Abu Dhabi. Segni distintivi una grande passione per il motorsport coltivata sin da bambina.Avevo tre anni quando ho guidato per la prima volta. Gareggiavamo nel deserto con i quad, mi battevo contro i ragazzi più grandi. Ho sempre affrontato altri uomini”, ha raccontato a V Motori. Incoraggiata sempre dalla famiglia e in particolare dal papà la giovane ha saputo fare la scalata e ora dopo alcune stagioni nei kart,precisamente dal 2015 al 2017, è passata a difendere i colori della veneta Prema Theodore Racing nel campionato di Formula 4, la stessa squadra che ha accolto Mick Schumacher per il suo debutto nelle monoposto.

L’esempio

Grazie alla sua determinazione Amna non solo è diventata un simbolo per tutte le signore/ signorine che ambiscono a fare qualcosa di più che reggere un ombrellino o un cartello con un nome, ma sta rappresentando altresì l’emancipazione femminile in un territorio come quello del Medio Oriente, specialmente in Arabia Saudita, in cui per decenni le donne non hanno neppure potuto conseguire la patente. “Io sono la prima del mio Paese a farcela in un mondo tutto maschile, ma adesso le cose stanno cambiando e molte ragazze iniziano a correre”, ha assicurato.

La religione

Legata alle proprio origini anche in termini di credo Al Qubaisi non sente di essere frenata dalla severità del Corano. “Sono musulmana e prego tutti i giorni“, ha affermato. “L’Islam non ci impedisce di fare quello che sogniamo. Per me la religione ha rappresentato una spinta fondamentale”.

Infine la promettente driver ha voluto condividere il proprio obiettivo che come facilmente prevedibile riguarda la F1, un target voluto da molti e molte ma raggiunto da pochi, basti pensare al recente tentativo, per quanto riguarda il gentil sesso, di Susie Wolff, a lungo tester Williams, però mai riuscita a sfondare davvero. “Mi piacerebbe essere la prima donna a correrci un giorno“, ha concluso dimenticandosi i precedenti casi di Maria Teresa de Filippis e Lella Lombardi, attive una negli anni ’50 e l’altra negli anni ’70.

Chiara Rainis