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Formula 1 (Getty Images)

Per anni la Formula 1 è stata il fiore all’occhiello dell’offerta sportiva Rai, insieme alla Nazionale Italiana di calcio. Due pezzi pregiatissimi, che nemmeno Berlusconi, nell’epoca d’oro Mediaset, è mai riuscito a strappare alla TV nazionale. Negli ultimi anni però, nella lotta all’ultima esclusiva tra Sky e la televisione del biscione, a farne le spese è stata proprio la cara e vecchia Rai.

Nelle ultime stagioni, infatti, la TV di stato si è vista mangiare da Sky parte dell’offerta di Formula 1. Il 2018 però potrebbe essere un anno assolutamente tragico per la TV di viale Mazzini. I giornalisti sono già in rivolta, la Rai, infatti, ha perso in un sol colpo: Formula E e mondiali di calcio e si appresta a perdere anche completamente la Formula 1.

Pronto un mini-pacchetto da 4 gare

Nulla è ancora stato deciso, sia ben chiaro, ma la direzione presa dalla Rai sembra non soddisfare i propri utenti. Come riportato da “Motorsport.com”, allo stato attuale la TV di stato trasmetterebbe solo il Gran Premio d’Italia, mentre tutto il resto passerebbe in mano a Sky, che potrebbe decidere di adottare una politica simile a quella per la MotoGP, spostando su TV8 un certo numero di gare in chiaro.

Intanto verso metà gennaio ci dovrebbe essere una riunione tra le parti per giungere a un accordo per la trasmissione in chiaro di una partita a settimana di Champions League e in questa occasione si potrebbe discutere anche della cessione di un mini-pacchetto di 4 gare di Formula 1, un po’ poco per chi ha raccontato le gesta di Senna e Schumacher per anni.

Attualmente il canone è pagato da milioni di utenti, grazie alla nuova legge, che ha legato l’imposta alla bolletta per l’energia elettrica, ma l’offerta sportiva presentata dalla Rai si appresta ad essere una delle peggiori della sua storia. A monte anche un problema di gestione scellerata dei diritti TV. Un esempio lampante è la Formula E, campionato in grande espansione, che nella stagione scorsa è stato completamente cestinato dalla TV di viale Mazzini.

La Rai, infatti, pur detenendone i diritti, ha spesso saltato delle gare, alcune volte contravvenendo anche alla sua stessa programmazione dilaniando quello che oggi, in mano a Mediaset, appare senza dubbio un patrimonio da cui attingere, piuttosto che uno sport da umiliare.

Antonio Russo