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Flavio Briatore  (©Getty Images)

Che Flavio Briatore non fosse un grande amante del Circus 4.0 è cosa nota visto che non sta perdendo occasione per sottolinearlo. E così, a poca distanza dal streaming Facebook in cui se l’è presa con i provvedimenti targati Liberty Media, l’ex manager Benetton ha rinnovato il messaggio nel corso di un’intervista ad Auto Hebdo criticando un mondiale ormai in mano agli ingegneri e non più ai piloti considerata la notevole importanza assunta dal donwnforce e in generale dall’aerodinamica con conseguente calo drastico dei sorpassi. Parere supportato dai dati diffusi da Pirelli che nel 2017 ha calcolato il 49% in meno di manovre andate a buon fine rispetto al 2016.

“A mio avviso la disciplina ha preso un orientamento un po’ troppo tecnologico. La F1 di oggi è infatti passata nelle mani dei tecnici a scapito dei conduttori”, l’attacco del piemontese. “Non credo proprio che il pubblico si ritrovi in questo format. I tifosi desiderano assistere a battaglie vere”, ha aggiunto con chiaro riferimento agli artifici che man mano hanno reso meno reali i ruota a ruota in pista, un esempio su tutti il DRS, bottone magico che permette di avvicinarsi alla macchina che precede grazie all’apertura dell’alettone. “Inoltre uno sport del genere dovrebbe essere in grado di produrre delle star. Se togliamo Verstappen (ndr. secondo lui ora l’olandese della Red Bull dovrebbe essere in Ferrari al posto di Raikkonen), la passata stagione non abbiamo visto nessuno di interessante”.

FIA cattiva

E a proposito di chi è genio e sregolatezza, Briatore ha punzecchiato la Federazione, rea di aver posto un freno agli istinti di gara dei talenti rampanti. “Ogni GP i commissari hanno cercato di fermare di Max. Una volta perché era stato troppo aggressivo, un’altra per aver oltrepassato i limiti del tracciato.  Nessuno sogna un campionato di ragionieri regolato dal sistema di penalità. La F1 ha bisogno di semplicità e di un livellamento delle performance in modo da offrire a più persone la chance di aggiudicarsi una corsa”, ha sostenuto il fondatore del Billionaire.

Infine sul suo amato Fernando Alonso ha detto: “La sua permanenza in McLaren è la prova di quanto sia fedele. Mai avrebbe immaginato di trovarsi invischiato in tanti problemi di affidabilità con il motore Honda e in generale di scarsa performance, eppure ha accettato di restare. Lui sa quanto in Renault lavorino bene e cosa aspettarsi dalla loro power unit, dunque spero davvero di rivederlo sul podio”.

Chiara Rainis

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