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Ferrari (Getty Images)

F1 | Ferrari smarrita e in affanno, senza di lui il team si è sbriciolato

È il 21 luglio quando il gruppo FCA mette al corrente il mondo delle gravi condizioni in cui versa Sergio Marchionne e annuncia le varie persone che si spalmeranno le cariche ricoperte sino a quel momento dal manager italo-canadese. Passano pochi giorni e il 25 luglio arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare, Sergio Marchionne ha perso la sua battaglia lasciando un vuoto incolmabile sia umano che professionale all’interno della FCA.

Proprio da quel 21 luglio la Ferrari si è purtroppo sbriciolata. Prima che le condizioni di Marchionne peggiorassero, infatti, Sebastian Vettel comandava la classifica mondiale con 171 punti contro i 163 di Lewis Hamilton e il Cavallino Rampante vantava la leadership della classifica iridata con 287 punti a discapito dei 267 della Mercedes.

Proprio nel weekend in cui si sono apprese le gravi condizioni di Marchionne la Ferrari è crollata in Germania passando da una probabile doppietta ad un ritiro e un terzo posto. Da quel momento in poi la Mercedes con Lewis Hamilton ha portato a casa 6 vittorie contro l’unico successo Ferrari griffato Vettel in Belgio.

Un’emorragia di punti, che nel giro di poche gare ha praticamente quasi consegnato il 5° titolo mondiale a Lewis Hamilton. La Rossa si è ritrovata così d’improvviso ad arrancare in una stagione che sembrava essere effettivamente quella buona per ritornare in vetta al mondo. Un’annata però costellata di errori sia della squadra, che dei piloti.

A Maranello, infatti, tra errori al muretto e colpi di testa in gara di Vettel sono stati buttati via almeno 60 punti. A stupire però è soprattutto la differenza di rendimento del Cavallino Rampante dalla prematura dipartita di Sergio Marchionne. Il manager italo-canadese, infatti, in questi quasi 4 anni di presidenza Ferrari ha effettuato tante scelte impopolari, che però si sono rivelate alla lunga vincenti.

Scelte impopolari, ma vincenti

Per prima cosa ha deciso di affidare il progetto della vettura a Binotto e mai scelta fu più azzeccata. Da quel momento, infatti, la Rossa ha praticamente agguantato nelle prestazioni la Mercedes. L’anno scorso contravvenendo ad ogni logica del momento ha allontanato dalla scuderia di F1 il motorista Lorenzo Sassi per sostituirlo con Corrado Iotti. I risultati di questa scelta parlano di un motore Ferrari che in questo 2018, per la prima volta nell’epoca dell’ibrido, è riuscito addirittura a superare quello Mercedes in termini di prestazioni.

Infine, quest’anno, ha spostato Simone Resta in Alfa Romeo Sauber trasformando la vettura di Leclerc ed Ericsson in una macchina d’improvviso competitiva per le posizioni subito dietro le auto dei top team. Una scelta coraggiosa dettata da due motivazioni molto particolari. La prima riguarda il marketing e il voler valorizzare un marchio come Alfa Romeo dandogli visibilità con prestazioni di livello e il secondo motivo riguarda i piloti.

La Sauber, infatti, con Leclerc quest’anno e Giovinazzi l’anno prossimo è diventata una sorta di “palestra” per la Ferrari che verrà, quindi proprio per valorizzare questi giovani si è tentato di dare a questi driver una vettura di buon livello. La stessa scelta di affiancare a Vettel Leclerc è apparsa a molti come una sorta di testamento sportivo lasciato da Marchionne, che ha sempre tanto creduto nel pilota monegasco.

In Giappone la Rossa purtroppo ha dato ancora una volta prova della sua grande fragilità, prima con l’errore durante le qualifiche e poi in gara con l’irruenza di Vettel, che ancora una volta ha scelto il momento sbagliato per superare un avversario scontrandosi con Verstappen e gettando di fatto un possibile podio al vento. A stupire però è anche la mancanza di competitività della Rossa, che da Monza in poi non è apparsa più in grado di potersela giocare per la vittoria.

L’assenza di Marchionne sembra avvertirsi come un macigno all’interno del team, che a questo punto sembra abbandonato a sé stesso. All’interno della Rossa sembra mancare quello spirito inventivo che ad inizio stagione aveva portato la vettura a sopravanzare la Mercedes e soprattutto si sente pesante l’assenza di qualcuno all’interno della squadra che si assuma determinate responsabilità.

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Antonio Russo

 

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