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La Ferrari sotto inchiesta per un sistema che permette di emettere più energia di quanto consentito

In occasione del Gran Premio in Azerbaijan, la FIA ha avviato indagini approfondite su tutti i motori delle vetture di Formula 1. L’attenzione è stata sulla Ferrari. Il sospetto è che le automobili Maranello (e si presuppone anche di tutti coloro che portano l’unità di potenza, quindi Haas e Sauber) emettano più energia di quanto consentito dal sistema elettrico e quindi più potenza nel motore. Secondo il regolamento di ogni turno, l’ERS può iniziare a produrre energia massima di quattro megajoule che portano a 160 cavalli per round. Secondo fonti interne, i sospetti sono stati alimentati dal team Mercedes che ha ipotizzato una potenza maggiore per giro, qualcosa che non è previsto dalle normative e quindi non sarebbe legale. Secondo la fonte tedesca Auto Motor und Sport, Ferrari realizza questo grazie ad un circuito intelligente nelle celle della batteria. Ora tutti gli automobilisti devono mostrare il modo in cui funziona la loro energia, come la si ottiene e soprattutto come viene distribuita.

Il rombo diverso e la lettera ai team

Questo tipo di sistema era stato espressamente proibito dalla Federazione internazionale dell’automobile, nella persona di Nikolas Tombazis. L’ingegnere aveva scritto una lettera indirizzata a tutte le squadre: “Non accettiamo mappature del motore che siano specificamente progettate per aumentare il flusso dei gas di scarico in curva. Per essere ammissibili, questi flussi dovrebbero corrispondere a mappe che aumentino realmente la prestazione del motore”. Il primo team a finire nel mirino per questo presunto trucchetto fu la Renault, che ha inserito sulla sua macchina 2018 degli scarichi visibilmente orientati proprio verso l’ala posteriore. Marca invece parla dei sospetti sulla Ferrari nati durante il Gran Premio in Cina. A quanto pare il motore del Cavallino produceva “un rombo diverso” in curva. Questa apparente anomalia ha attirato l’attenzione del reparto tecnico della Fia, che ora avrebbe messo sotto indagine la legalità della squadra attualmente in testa al Mondiale di Formula 1.