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FERNANDO ALONSO FERRARI F150 РLa F150 è la prima “vera” Ferrari di Fernando Alonso. Lo spagnolo, alla seconda stagione a Maranello, ha partecipato alla progettazione della monoposto in maniera più attiva rispetto allo scorso anno. “Quando sono arrivato nel 2010 ho trovato una macchina molto diversa da quelle che avevo guidato fino a quel momento. Quest’anno invece ho dato il mio contributo, penso che il mio stile di guida un po’ abbia influenzato lo sviluppo. Ora conosco le persone del mio team, ho un bel rapporto con loro e metto loro pressione continuamente”, dice Alonso dal sito ufficiale della scuderia.

Il pilota spagnolo andrà all’assalto del titolo iridato che gli è sfuggito lo scorso anno. Febbraio sarà il mese dei test, a partire dai collaudi in programma la prossima settimana a Valencia. “Credo che siano molto importanti anche i giorni in cui non proverò. Sarò in pista comunque quando in macchina sarà Felipe per seguire i test e lo sviluppo. I dati che potrà raccogliere lui saranno utili anche a me e viceversa”, dice facendo riferimento alla collaborazione con Felipe Massa.

“Ho iniziato la mia preparazione e conto di arrivare al 100% della forma per l’inizio della stagione, perchè vorremmo prepararci alle trasferte di Australia, Malesia e Cina per essere al massimo”, dice illustrando il programma. “La settimana scorsa ho fatto tanto lavoro tra bici, piscina, corsa ed esercizi per il collo. Il peso va bene, non credo di avere alcun problema con il Kers, anche perchè il peso minimo della macchina è stato alzato a 640 kg. Il sedile e la posizione di guida non cambiano molto la prospettiva del pilota”.

I primi test offriranno indicazioni anche sul rendimento delle gomme. “Dobbiamo ancora provare, vediamo se il degrado maggiore delle gomme è solo una speculazione. Certo un pit stop in gara al posto di due vuol dire molto, perchè per una sosta si perdono anche 25 secondi, che si recuperano magari in 30 giri”, spiega. Le nuove regole, dice Alonso, non saranno garanzia di sorpassi in pista. “L’ala mobile si può usare soltanto per un rettilineo a giro, quindi la cosa più importante sarebbe arrivare all’ultima curva a meno di un secondo e mezzo di distacco da chi precede, il che è difficile -afferma-. Non vedo la possibilità di molti sorpassi sinceramente, credo che continuerà a essere difficile sorpassare e farlo richiederà ancora dei rischi”.

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