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Fernando Alonso (Getty Images)

F1 | Fernando Alonso e quel Tweet che racconta di un cuore Ferrari (FOTO)

Siamo ormai giunti alla fine della stagione 2018 di F1, una lenta e inesorabile agonia per i tanti fan di Fernando Alonso che da tempo sono a conoscenza del suo ritiro a fine anno. Un addio forse dettato dalle prestazioni o delle motivazioni di questo straordinario talento del motorsport, l’unico in grado di mettere in difficoltà sua maestà Michael Schumacher.

La sua avventura in F1 era partita nel 2001 con Giancarlo Minardi, uno che di talenti se ne intendeva eccome, un altro fuoriclasse che a suo modo manca a questa F1. Questo ragazzetto di Oviedo è subito notato da un altro eccezionale talent scout, Flavio Briatore, che vede subito in lui il nuovo Schumacher e nel 2002 lo chiama in Renault come collaudatore per poi premiarlo l’anno dopo come pilota titolare.

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Alonso ricorda ancora la Ferrari

L’esordio con la casa francese per lui è mostruoso, al primo anno, infatti firma due clamorosi record, il più giovane pole-man della storia e il più giovane vincitore di tutti i tempi in F1. Record battuti poi qualche anno dopo da Vettel e Verstappen. Nel 2005 però arriva la consacrazione. In un anno grigio per Ferrari alle prese con delle Bridgestone non a livello delle Michelin, lo spagnolo firma  7 successi e diventa il più giovane campione del mondo di tutti i tempi in F1, primato che poi gli sarà soffiato prima da Hamilton nel 2008 e poi da Vettel nel 2010.

L’esame più grosso per Fernando Alonso però arriva l’anno seguente. La Ferrari è tornata competitiva e Schumacher perde il titolo solo all’ultima gara a causa di un guasto al motore nel penultimo GP mentre era in testa. Lo spagnolo firma altre 7 vittorie candidandosi seriamente a ruolo di erede di Schumi.

In Ferrari non c’è spazio con Raikkonen e Massa e quindi decide di saltare l’anno dopo in McLaren. Con gli inglesi il rapporto è burrascoso soprattutto a causa di Ron Dennis che sembra palesemente coccolarsi il suo astro nascente Lewis Hamilton. La guerra intestina alla McLaren consegna a fine anno il titolo a Raikkonen nel mondiale forse più combattuto nella storia della F1.

L’aria irrespirabile in McLaren costringe Alonso a tornare in Renault diventata intanto meno competitiva. Nel nuovo biennio con i francesi lo spagnolo conquista due successi e con un mezzo inferiore fa intravedere il suo immenso talento. Il sogno però per lui è sempre lo stesso e si chiama Ferrari.

Siamo nel 2010 quando con un colpo di coda clamoroso il Cavallino Rampante annuncia l’ingaggio di Alonso che arriva in Ferrari per sostituire il partente Raikkonen. L’esordio con la Rossa è da sogno. In Bahrein arriva una doppietta per la Rossa con lo spagnolo che firma il successo. Sembra il preludio ad una stagione da dominare, ma non sarà così.

La Red Bull è un avversario molto duro e Vettel e Webber danno del filo da torcere a Fernando Alonso che cerca di difendersi e porta a casa comunque ben 5 successi. Nonostante ciò però Fernando perde il titolo all’ultima gara a causa di una sbagliata strategia al muretto consegnando il mondiale tra le mani di Vettel.

Il 2011, invece, è un anno più complicato con Vettel che vince facile un mondiale senza storia. Diverso il discorso nel 2012 dove Fernando Alonso si ritrova nuovamente a perdere il titolo in favore del tedesco, all’epoca in Red Bull, all’ultima gara in seguito a una clamorosa rimonta di quest’ultimo nel GP conclusivo della stagione.

Nel 2013 il pilota di Oviedo si conferma vice-campione del mondo, ma qualcosa comincia a scricchiolare nel rapporto tra Alonso e la Ferrari e alla fine del 2014 arriva il divorzio. Lo spagnolo torna in McLaren dove però trova una situazione tecnica disastrosa. I nuovi motori Honda sono lontani anni luce dalla concorrenza e sono davvero incalcolabili i ritiri per guasti in questi anni.

Decide di chiudere così la sua carriera in F1 alla fine del 2018. Una carriera stellare in cui manca quell’unica gemma che resterà per sempre un cruccio per lo spagnolo, il titolo vinto con Ferrari per diventare definitivamente leggenda di questo sport. Tutto ciò è riassunto anche nell’ultimo Tweet di Alonso per salutare la F1.

Lo spagnolo, infatti, ha inserito alcune immagini significative della sua carriera con la bandiera della Spagna tra le mani e non è un caso che l’unica scuderia che compare due volte è proprio la Ferrari. Segno indelebile di un cuore che batte ancora nel segno del Cavallino Rampante.

Antonio Russo

 

 

 

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