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Ferrari (Getty Images)

La Ferrari è l’unica scuderia che è in pianta stabile in Formula 1 dal 1950, anno in cui si disputò il primo mondiale. In questi 67 anni, per il Cavallino Rampante, sono arrivati 16 mondiali costruttori e 15 piloti, ma anche 949 Gran Premi disputati e 229 vittorie. I record in F1 sono tutti praticamente in mano alla Rossa, così come i migliori piloti di sempre.

Insomma, in poche parole, la Ferrari è la Formula 1. Proprio per questo sembra strano sentire il numero uno della Rossa, Sergio Marchionne, dichiarare che: “La Ferrari è pronta a lasciare la F1. Una commento che fa rumore e che mette in allarme tutti, ma che sembra più una sparata del momento, che la mera realtà.

Ferrari non lascia e raddoppia

In questo momento storico la Ferrari ha fatto un enorme sforzo economico e ingegneristico per sviluppare i motori ibridi. Liberty Media, invece, per favorire lo spettacolo vorrebbe appiattire la Formula 1, abbassando i costi e allo stesso tempo equiparando le prestazioni delle varie vetture. Insomma creare una sorta di Nascar, dove non importa più il singolo costruttore, ma solo il pilota.

La Formula 1 però è uno sport con una forte radice europea, che mal si sposa con logiche americane che vorrebbero i costruttori confinati in piccoli spazi di inventiva. Naturalmente la Ferrari, che da sempre corre in Formula 1 soprattutto per portare in alto il proprio brand non ci sta a questa politica di appiattimento. Stesso discorso vale per Mercedes, che con l’ibrido ha investito soldi e fatica e ad oggi obiettivamente è davanti a tutti.

Insomma, i big non vogliono un appiattimento che renderebbe la Formula 1 un campionato solo per piloti e non per vetture. Dall’altro lato i marchi che sono fuori dalla F1 spingono per entrare, ma riterrebbero solo per vincere o comunque per battagliare con i primi. Quindi Liberty Media starebbe pensando semplicemente di rendere tutte le vetture pressapoco uguali.

In realtà ci sono tanti altri modi per favorire lo spettacolo, che Liberty Media potrebbe prendere in considerazione. Per prima cosa permettere ai piloti di poter cambiare set-up prima della gara. Questo garantirebbe assolutamente maggiore spettacolo. Le vetture, infatti, sono praticamente bloccate per tutto il weekend e questo non fa altro che limitare proprio il pilota, che un tempo, grazie alla propria sensibilità era in grado di stravolgere la propria vettura e cambiare il corso della gara.

Poi c’è il capitolo test privati. L’idea lanciata dalla MotoGP di concedere più test privati ai team emergenti per permettergli di ridurre il gap con le altre vetture potrebbe essere applicabile anche in Formula 1 e renderebbe il tutto sicuramente più divertente. Pensiamo al caso Mercedes e a quel controverso test Pirelli di qualche anno fa, che gli permise di capire come gestire le gomme, che sino ad allora sulle Frecce d’argento andavano malissimo.

Dall’altro lato la minaccia Ferrari non sembra trovare seguito. Proprio ieri l’Alfa Romeo ha annunciato il rientro in Formula 1 in pompa magna. Il gruppo FCA non è mai stato così impegnato in Formula 1 come in questo momento e sembra strano che decida di mollare proprio ora.

La mossa Alfa Romeo, inoltre, oltre ad essere dettata da questioni di marketing, dà anche un maggiore peso politico all’interno del paddock alla stessa Ferrari, che già è fortissima in tal senso. L’impressione è che si possa giungere ad un punto di incontro tra le parti. La Ferrari ha bisogno della Formula 1, ma soprattutto la Formula 1 ha bisogno della Ferrari, è un matrimonio che non si può rompere e lo sanno bene sia Liberty Media che lo stesso Marchionne.

Probabilmente la Ferrari verrà accontentata su alcune cose e su altre verrà dato un po’ di margine a Liberty Media che sta obiettivamente giocando col fuoco. Se la Ferrari decidesse effettivamente di lasciare oggi porterebbe con sé anche Alfa Romeo e anche i rivali della Mercedes, che sono su posizioni simili a quelle di Maranello.

L’impegno preso con Alfa però fa ben sperare per il futuro e sembra poter risolvere tutto in una enorme bolla di sapone. Il 2021 è lontano, ma nei prossimi decisi si deciderà cosa fare di questa Formula 1.

Antonio Russo

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