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Gunther Steiner (©Getty Images)

Il bello di Gunther Steiner è che non ha paura di dire quello che pensa, di conseguenza davanti ai tentativi sempre più insistenti di Liberty Media di aumentare il coté a stelle e strisce della F1, non si è tirato indietro dal rispondere per le rime nonostante lui stesso diriga una scuderia statunitense. Nello specifico il manager meranese se l’è presa non tanto con l’obiettivo del gruppo proprietario di portare ad almeno 3 gli appuntamenti iridati nel Nuovo Continente, quanto con i piloti USA definiti non all’altezza di correre nel Circus.

“Schierare un americano è da sempre uno dei nostri target, tuttavia al momento non è in cima alle priorità”, ha dichiarato a Motorsport.com. “Se anteponessimo la provenienza alle capacità non sarebbe una buona scelta per lo sport e oggi, a mio avviso, non credo vi sia sul mercato alcun driver in grado di guidare una F1“.

L’ira made in US

Come facilmente immaginabile l’idea espressa dal boss Haas ha fatto scoppiare un putiferio. Primo a voler intervenire sull’argomento è stato Mario Andretti, che ha definito il commento del’ italiano “errato ed arrogante”.

Per Alexander Rossi, ex Manor, Steiner  ha invece un “paraocchi gigante”. Mentre ancora più piccata è stata la replica di Bobby Rahal: “Sono completamente delle cazzate! Se davvero la pensa così, che chiami qualcuno di noi, perché abbiamo piloti dannatamente bravi e di talento. Secondo loro gli americani non sono mai abbastanza bravi, ma allo stesso tempo non gli hanno mai concesso una chance. Non vale neppure sprecare tempo”.

Lo scorso mese di ottobre si era parlato di un possibile esordio nel GP di Austin del 27enne Josef Newgarden con la Toro Rosso. Il campione Indycar 2017 avrebbe dovuto sostituire Pierre Gasly in quel weekend impegnato nella Super Formula, ma poi decise di rifiutare avendo un contratto a lungo termine con il team Penske.

Chiara Rainis