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Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (getty images)

Lewis Hamilton è stato implacabile nel Mondiale 2015 di Formula 1, con dieci vittorie e sette podi su 19 gare, per un totale di 381 punti, contro i 322 di Nico Rosberg, compagno di team e diretto inseguitore. Una vittoria che sembra schiacciante nel guardare i numeri, ma negli ultimi tre GP il campione del mondo non ha mai vinto, forse per un calo di concentrazione dopo il trionfo aritmetico.

Il suo calo di prestazioni sarà analizzato dalla scuderia Mercedes in questi giorni, ma anche Hamilton resta un po’ perplesso: “Ho visto un grafico con le performance di quest’anno: nelle prime 12 gare i dati sono fantastici”, ma dopo Monza non è più riuscito a conquistare la pole position: “Tutto è andato in maniera terribile: i giri, il bilanciamento, soprattutto in qualifica. Devo capire cosa è successo”.

Nonostante questo Lewis è il campione indiscusso da due stagioni a questa parte e nessun avversario è riuscito a mantenere il suo ritmo nel corso del campionato. La ricetta per il successo? “Bisogna approcciare con la stagione con la giusta mentalità, pensando che vincerai, è quello che ho fatto io – ha detto ai microfoni di Sky Sport -. Quando mi alleno in inverno penso sempre all’obiettivo finale che è la vittoria. Mi abituo a superarmi e l’importante è farlo fin dall’inizio, neanche per un secondo devi dubitare di te stesso e dire forse non ce la farò, devi pensare mi applicherò e prenderò quello che mi spetta”.

Nei mesi scorsi Lewis Hamilton è stato bacchettato dalla stampa per certe sue affermazioni poco gentili su Michael Schumacher, ma cerca di chiarire il malinteso: “Sinceramente non mi interessa batterlo, penso che Michael Schumacher meriti i titoli che ha vinto, è una super leggenda in Formula 1, ma io sono arrivato qui sperando di diventare come Ayrton Senna, per me non c’era nessun’altro pilota, solo Ayrton, ha vinto tre titoli e quello era il mio obiettivo – ha spiegato il pilota della Mercedes -. Ora sono solamente concentrato, non devo guardare gli altri piloti come un target da raggiungere, sono il target di me stesso, quanto potrò andare lontano da oggi non dipende solo da me – ha concluso -, ma dalla Petronas, dal team Mercedes, da come mi aiuteranno a migliorarmi”.