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Ferrari, Halo F1 (©Getty Images)

Se c’è una cosa che ai piloti di F1 sembra proprio non andare giù delle, poche, novità introdotte per il campionato 2018, questa è l’Halo. Lo strumento che teoricamente dovrebbe servire a proteggere la loro vita, è visto dai protagonisti del Circus come una gabbia. “E’ brutto è disturbante!”, si è lamentato parlando all’Ekstra Bladet il danese della Haas Kevin Magnussen. “Inoltre rende difficoltosa l’uscita dalla vettura e la rimozione/ inserimento del volante. L’unica cosa positiva è che quando si è alla guida non distrae, tuttavia se ad esempio stai seguendo qualcuno all’Eau Rouge non puoi vedere se sbaglia in cima, stesso problema anche per la curva 1 di Austin. A mio avviso le monoposto dovrebbero essere aperte”.

“E’ un casino. Addirittura mi ha rovinato la tuta!”, ha affermato il francese della Toro Rosso Pierre Gasly. “Bloccando le gocce d’acqua sulla visiera rende difficile capire se sta piovendo”, ha invece sottolineato Carlos Sainz della Renault. “E’ stupido e inutile”, il commento piccato del suo compagno di squadra Nico Hulkenberg. “Penso che al termine della prima in gara in Australia, andrò in pit lane a farmi una risata quando scenderanno dall’auto”, ha ironizzato la riserva Williams Robert Kubica.

Driver dalla memoria corta

A fronte di tutte queste critiche emerse nel post test invernali del Montmelo il Presidente della FIA Jean Todt è voluto intervenire per controbattere alle “accuse”.

“E’ strano che dicano così dato che l’Halo nasce da un loro esplicito desiderio. Il 16 dicembre 2015 ho infatti ricevuto una lettera firmata dai responsabili della GPDA Jenson Button, Sebastian Vettel e Alex Wurz in cui si reclamava un sistema di protezione della testa”, il racconto del dirigente francese. “Immediatamente ho chiamato dei tecnici per le valutazioni e nel corso del meeting del 27 luglio 2016 alla presenza degli stessi piloti sono stato nuovamente sollecitato a curarmi della sicurezza. Noi abbiamo rispettato l’impegno, ma forse qualcuno se n’è dimenticato”.

Quindi a proposito delle parole del boss Mercedes Toto Wolff che il giorno della presentazione della nuova W09 ha chiesto una motosega per togliere il device, l’ex navigare rally ha attaccato: “Mi è sembrato un atteggiamento inappropriato. Non si può criticare pubblicamente qualcosa appena introdotto. Non è un bene per lo sport. Capisco che sia nella natura umana essere riluttanti al cambiamento, tuttavia una volta fatta esperienza si può implementarlo”.

Chiara Rainis