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F1 (Getty Images)

F1 | GP Sochi: Il podio più triste forse per la vittoria più importante

Parliamoci chiaramente, dopo la vittoria di ieri, il mondiale per la Ferrari è quasi definitivamente volato via. Cinquanta punti sono un’enormità da recuperare anche per il tifoso più ottimista. Con sole 5 gare da qui alla fine della stagione Vettel potrebbe sperare di diventare campione solo vincendole tutte con Hamilton sempre 3°.

Naturalmente la F1 ci ha abituato a cambiamenti repentini e nulla è ancora deciso, ma a preoccupare Maranello è soprattutto la dimostrazione di forza data da Mercedes nel suo momento migliore di questo 2018. Si perché se a inizio stagione c’era Hamilton a salvare la faccia a una Mercedes palesemente distante dalla Ferrari, ora c’è anche una grande vettura a supportare il talento del britannico.

Troppi errori

Insomma un po’ lo stesso problema della passata stagione, con la Ferrari che non ha saputo sfruttare un’evidente superiorità tecnica iniziale non riuscendo a stare al passo con Mercedes nello sviluppo durante la stagione.

Quest’anno però forse la situazione è un po’ diversa rispetto al 2017 perché più che a Maranello la Ferrari sta perdendo questo mondiale in pista e al muretto. Troppi gli errori dei piloti e troppi anche quelli degli strateghi in rosso.

Contro un Hamilton così perfetto, infatti, è stato davvero un peccato mortale gettare al vento almeno 50 punti con errori evitabili. Tanti quelli evidenti, si parte da Baku dove un Vettel con la vittoria in tasca, colpito dalla sfortuna di una Safety Car nel momento sbagliato getta la vittoria al vento per la troppa frenesia e chiude 4°.

Poi c’è Le Castellet e la toccata al via con Bottas evitabilissima che costringe il tedesco a rimontare dal fondo e a chiudere solo 5°. Il colpo finale però arriva in Germania, dove una Ferrari accreditata per una facile doppietta getta tutto al vento con una strategia sbagliata prima e con l’errore di Vettel poi che va a muro e trova il suo primo zero stagionale. Infine l’errore di Monza al via con il contatto con Hamilton.

Insomma tanti, troppi errori per un pilota ed una squadra che mirano a battere ciò che dall’altro lato è stata sin qui perfezione pura. Nel giorno più importante forse di questa stagione però la Mercedes ci regala allo stesso tempo anche lo spettacolo più triste.

In Russia, infatti, Mercedes ha replicato quanto accaduto in Austria nel 2002 tra Schumahcer e Barrichello, indicando addirittura a Bottas in quale curva far passare Hamilton. Uno spettacolo indegno di cui non sentivamo il bisogno di repliche.

Si, perché proprio quello stesso atto di 16 anni portò i vertici dell’epoca della F1 a proibire gli ordini di scuderia e chissà che questa volta non porti alla stessa scelta. Troppo triste quel podio senza nessuno che avesse la sincera voglia di festeggiare, troppo ingiusto per un campione come Hamilton quell’inchino così plateale di Bottas.

Probabilmente il caro Lewis avrebbe superato il finlandese in pista anche senza aiutino, con buona pace di Valtteri che non avrebbe avuto a fine gara la faccia di chi pensa: “Questo mi ha fregato la vittoria”. Certo comprendiamo perfettamente le logiche di una scuderia che deve per forza di cose blindare quanto prima questo titolo mondiale, ma chi è amante di questo sport non può che rimpiangere le sportellate SennaProst o in tempi più recenti quelle tra Alonso e Hamilton e tra lo stesso Lewis e Rosberg.

Per carità tutto giusto, tutto corretto e soprattutto tutto legale, ma sentendo i fischi a fine gara, vedendo quel podio freddo e guardando gli sguardi dei piloti siamo proprio sicuri che sia stata la cosa migliore da fare per questo sport? Sicuramente rivedremo altre situazioni del genere.

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Antonio Russo

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