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Maurizio Arrivabene, Toto Wolff, Chistian Horner (©Getty Images)

Mentre il pubblico della F1 pensa alle battaglie in pista, la dirigenza delle scuderie si accapiglia durante le conferenze per temi in apparenza, almeno dall’esterno, privi di valore. Un esempio è quanto accaduto a Melbourne appena terminate le prime due sessioni di prove libere che hanno eletto la Mercedes a favorita del weekend, quando il boss Ferrari Maurizio Arrivabene e quello della Red Bull Christian Horner , si sono lanciati accuse a proposito dell’ingaggio da parte della Rossa di Laurent Makies, ex vice direttore di gara della FIA e responsabile della sicurezza della F1.

Per me questo caso è un grosso problema“, ha attaccato il britannico. “Sono deluso perché avevamo discusso della questione Budkowski alla presenza di tutti i rappresentati dei team, più i federali e la FOM. C’era stata giustamente molta agitazione a causa di una figura chiave della come quella di Marcin passata alla Renault. Un trasferimento che in molti abbiamo trovato inaccettabile. Ovviamente non è un caso semplice, perché abbiamo a che fare con le leggi di diverse nazioni che regolamentano il diritto al lavoro, ma c’era un’intesa e una chiara dichiarazione da parte delle squadre di rispettare un “gardening leave” di dodici mesi. Ciò che rammarica è che quel meeting è avvenuto meno di sei settimane fa, ossia quando le trattative tra Maranello e Makies erano evidentemente già a buon punto. Certo, ci si può nascondere dicendo che “non abbiamo infranto alcun regolamento”, tuttavia come gruppo avevamo concordato qualcosa che non è stato rispettato. Quindi mi chiedo quale sia il senso di partecipare a quegli incontri”.

“Per prima cosa sottolineo che non c’è nulla di sbagliato“, ha risposto l’italiano al commento piccato del collega. “Il nostro operato è assolutamente in linea con la legge svizzera, sede della Federazione. E siamo andati anche oltre, visto che ci sono sei mesi di ‘gardening’ che saranno rispettati. Detto ciò, c’è un accordo di riservatezza in merito a quanto viene discusso all’interno dello Strategy Group, firmato da tutti i partecipanti. Ho sentito parlare di un presunto ‘gentleman agreement’, ma visto che ci sono in ballo le leggi sul diritto del lavoro, sarebbe illegale ogni forma di accordo.  Comunque sia da parte nostra abbiamo dato mandato alla FIA, tramite il suo avvocato, di valutare una proposta che sarà dibattuta il prossimo 17 aprile”.

Per stemperare la tensione è quindi intervenuto il direttore generale di Stoccarda Toto Wolff che ha analizzato da pacere la vicenda: “Le due situazioni sono diverse. Budkowski  è stato coinvolto in decisioni relative alle direttive tecniche e poche settimane prima che lasciasse la Federazione era ancora operativo disponendo di molte informazioni. All’opposto Makies è stato coinvolto in attività che non riguardavano dei dati sensibili. Sapendo dunque che approderà in Ferrari tra sette o otto mesi, per quanto mi riguarda non vedo problemi”.

Chiara Rainis