CONDIVIDI
Carlo Vanzini (Facebook)

F1 | Carlo Vanzini ci ha raccontato la sua F1

La F1 è alle porte e il rombo dei motori è pronto a zittire le chiacchiere da bar che in questi giorni si fanno sulla competitività o meno di Ferrari e Mercedes. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo intervistato chi la F1 la racconta da anni, il mitico e stimato giornalista di Sky, Carlo Vanzini, che con la sua voce, anche in questa stagione, ci accompagnerà per mano tra curve, tornantini e chicane alla scoperta del nuovo campione del mondo.

Quale è stata l’emozione più forte che hai provato nella tua carriera sinora?

Ho la fortuna di fare un lavoro fantastico a contatto con un mondo, quello dello sport, che vive di emozioni e che ho sempre vissuto ancor prima di diventare giornalista da discreto atleta di sci. Proprio per questo ne ho tante da raccontare, forse ci vorrebbe un libro per raccoglierle, ma provo a individuare quelle più forti, quelle che ti fanno venire il groppo in gola.
Ho avuto l’onore e il piacere di commentare le cerimonie di apertura e chiusura dei giochi olimpici di Vancouver, Londra e Sochi, la medaglia d’oro in slalom di Razzoli e le medaglie a Sochi di Hinnerhofer. In F1 resta indimenticabile la prima telecronaca di F1 per Sky. È stato a Silvertstone nel 2007, sulla pista vecchia, e anche per questo ricordo che mi ci lega, odio quella nuova. Pur con già nove anni di F1 alle spalle, grazie alla radio Rtl, salire le scale di ferro verso la postazione di commento, guardare il fiume di gente che si riversava in autodromo e i parcheggi stracolmi, beh sono sensazioni che mi sono gustato fermandomi a guardare il panorama pensando a quanti di fatto erano arrivati lì a fare quello che stavo per accingermi a diventare, telecronista della massima espressione dei motori, un sogno che ancora oggi vivo come tale.
Poltronieri è stato un maestro oltre che un “compagno” delle mie domeniche da tifoso di Piquet. Ecco pensare di sedermi dove è stato lui per una vita mi ha tolto il fiato in quella breve salita verso la postazione di commento.  Poi, al mio primo anno di Sky è subito arrivato il mondiale Ferrari con Raikkonen. Indimenticabile anche il finale 2008. Poi ci sono state emozioni incredibilmente forti e purtroppo negative, raccontando in diretta la scomparsa di Dan Wheldon in Indy e il tragico incidente di Jules Bianchi che era anche un amico. Terribili.

Pensi che la Formula E possa diventare un degno competitor della F1?

Assolutamente no. Forse sarà il futuro, non lo so, ma con la marcata introduzione dell’ibrido in F1 la trovo totalmente inutile. Sarebbe stato diverso il discorso se in F1 avessero mantenuto i motori solo a benzina.

Secondo te nella passata stagione cosa non ha funzionato in Ferrari? Cosa ha fatto perdere il titolo al Cavallino?

Vettel ha fatto spesso il 110%, ma ci sono stati anche dei momenti in cui poteva fare di più. Non è una critica, ma la constatazione che per poterti concedere dei passaggi a vuoto per affidabilità e per battere Hamilton serviva essere al top sempre. I problemi di affidabilità ci stavano alla luce della forza Mercedes. Quando insegui, rischi di più. La Ferrari è stata comunque la sorpresa della stagione. Hanno fatto un lavoro incredibile e speriamo che il duello si riproponga, ma anche che altri team possano inserirsi.

Chi preferisci tra Hamilton e Vettel?

Il bello è che sono talmente diversi che è impossibile metterli sullo stesso piano di preferenza. Uno è la rockstar, il James Hunt del nuovo millennio, l’altro è maniacale come Lauda. Come si fa a scegliere? Se devo pensare a un preferito dico Raikkonen perché è uno zitto e guida e a me piace chi è sempre uguale a sé stesso, certo le prestazioni a volte non sono granché.

Pensi che uno dei due possa battere il record di mondiali di Schumacher?

Si, hanno l’età dalla loro. 7 titoli sono un’enormità e non sarà certo facile vincerne altri tre per entrambi. Calcolavo che se Hamilton dovesse correre quanto Schumacher fino al 2006, dovrebbe vincere 4 gare a stagione per eguagliare il numero di vittorie. Non impossibile.

Spesso la F1 viene criticata per il poco spettacolo offerto in pista. Tu hai qualche suggerimento in merito per migliorare la situazione?

Chi critica per il poco spettacolo in pista non sa cosa è la F1. È vero ci sono gare noiose, ma il 2017 ci ha restituito sfide bellissime, corpo a corpo, ritmo, record. Incontro troppe persone ancorate ai Senna, Prost, Mansell ecc. Anch’io impazzivo per le giocate di McEnroe, il tennis è cambiato, più fisico, ma non per questo dico che è noioso. Tanti dicono che la F1 è noiosa e non la guardano più da anni, bene, come fanno a sostenere che è noiosa se non la guardano da anni? Forse bisogna riflettere sul fatto che è uno sport vecchio per data di nascita e per il pubblico di oggi è difficile accettare 4 mondiali di fila di una scuderia, ma sono gli stessi che a milioni guardavano i GP dell’Era Schumacher, 5 mondiali di fila e sei costruttori per la Ferrari. Gare finite ancor prima di partire, eppure attiravano 15 milioni di spettatori. Di fatto, nel bene o nel male, serve che la Ferrari sia protagonista per smuovere, almeno in Italia, il grande pubblico. Chi segue la F1 di adesso con costanza si diverte.

Quando fai la telecronaca per le gare, quali sono le difficoltà più importanti che incontri?

La paura è sempre che qualcosa di tecnico non funzioni. A volte spariscono i tempi dal monitor e ci si deve inventare il commento. In pratica tra prove libere, qualifiche e gara è come se commentassi, per durata, cinque partite di calcio a Week end, 105 in totale a fine stagione, non male eh, quindi diciamo che paure particolari non ne ho, però sono anche il primo critico di me stesso e per questo ogni Gran Premio mi insegna sempre qualcosa di nuovo da un dettaglio a un metodo. L’importante è essere consapevoli che si può fare sempre meglio, anzi si deve fare sempre meglio sopratutto per il rispetto dovuto a chi ci sceglie. Se riesco a rispondere alle domande di chi se le pone sul divano di casa e se riesco a prendere per mano il nostro abbonato e portarlo virtualmente nel paddock e in pista allora posso essere soddisfatto. Questo è sempre l’obiettivo, essere un accompagnatore per chi è già esperto di questo o per chi si affaccia le prime volte. Se poi ci riesco o no non sta a me dirlo.

Da quest’anno Sky avrà il monopolio assoluto sulla F1, c’è qualche novità che avete in serbo per noi?

Come ogni stagione cerchiamo di migliorarci. Anche quest’anno faremo qualcosa di nuovo. Abbiamo costruito un vero e proprio remote garage, per analisi ancor più approfondite. Avremo, grazie a SkyQ, l’onore di essere il primo campionato trasmesso in Italia interamente in 4K HDR. Poi ci metteremo il lato umano grazie a una squadra fortunatamente formata da persone completamente diverse una dalle altre. E poi, beh, accendete sky, manca poco, e lo scoprirete.

Probabilmente Raikkonen a fine anno smetterà, chi prenderà secondo te il suo posto in Ferrari?

Leclerc o Ricciardo.

Liberty Media è pronta allo scontro con Ferrari. Secondo te come andrà a finire? Tu da che parte stai?

Guardo da spettatore interessato. Credo che entrambe abbiano delle ragioni e alla fine troveranno il punto di incontro.  Io sto in mezzo. Anche a me piacerebbe vedere questi piloti confrontarsi tutti a parità di macchina, ma bisogna decidere quale è il dna della F1. Per me è prestazione e sviluppo, ma con le limitazioni regolamentari attuali si rischia una via di mezzo pericolosa.  Io direi misure specifiche e ingombri auto e motore, poi liberi tutti e liberi anche di girare in pista soprattutto per provare i giovani.

Si può pensare ad una F1 senza Ferrari?

No, ma sono anche cambiati un po’ i tempi da quando a minacciare l’uscita era Enzo Ferrari. Forse la società attuale saprebbe reagire, ma stiamo parlando del nulla, non succederà mai, salvo il fallimento della società o il via a un campionato alternativo.

Il tuo ruolo ti obbliga ad essere sempre oggettivo, ma c’è un pilota per il quale in realtà fai il tifo? Hai mai avuto problemi in merito?

Mi piace Raikkonen più per il modo di essere che per lo stile di guida. Mi piacerebbe rivedere Alonso nella lotta che conta. Ogni Gran Premio ho problemi. C’è stata una gara dove ho ricevuto in contemporanea messaggi del tipo: “Ma sposatelo il tuo cocco Hamilton”, “Sei uno zerbino della Ferrari” o “Smettila di esaltare Verstappen”. A volte mi diverto a fare un collage di questi messaggi e metto in contatto le persone che hanno espresso pensieri così diversi. Mi piace che la gente possa avere un dialogo diretto con me. Se riesco rispondo a tutti i messaggi, belli o brutti, viviamo nell’Era social, è giusto così e rispetto il pensiero di tutti se non liberamente offensivo. Sul tifo non rispondo a nessuno cerco di restare sopra le parti consapevole che Ferrari è e deve essere un orgoglio nel mondo per chi si definisce italiano. Poi sportivamente chi ci segue può amarla o odiarla io cerco di esaltare lo sport, i momenti e i campioni tutti. A volte arrivano dei suggerimenti geniali e analisi interessanti dal mondo social, ma è vero a volte rimpiango i tempi di Poltronieri quando erano soli lui e il monitor.

Chi pensi vincerà il mondiale nel 2018?

Il migliore!

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori