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Bernie Ecclestone (©Getty Images)

“Se la FIA non farà quello che chiede Marchionne, allora la Ferrari uscirà di scena”. Con queste parole Bernie Ecclestone ha lanciato un monito alla Liberty Media nel corso di un’intervista nel suo ufficio di Londra dopo le ennesime minacce di abbandono del Circus di Mister Maglioncino in caso venisse approvato il regolamento post 2020 proposto nei mesi scorsi e relativo ai motori.

“Solo quando lo sport prenderà la giusta direzione la Scuderia sarà pronta a discutere, ma finché l’intenzione resta quella di trasformarlo in un supermercato non accetteremo lezioni da nessuno”, era stato l’attacco del manager italo-canadese rivolto ai nuovi proprietari della serie che avevano ipotizzato l’inserimento di un budget cap e della standardizzazione di alcune componenti della PU.

“Sergio non è persona che parla a sproposito. La questione è semplice. La F1 è la Rossa ed è per quello che il marchio è conosciuto in tutto il mondo. Senza il Cavallino non riuscirei a guardare le gare e nessun promoter sarebbe felice di perderlo”.

“So che alcune persone stanno parlando di una nuova categoria, dunque,andasse in porto, diversi nomi si unirebbero al team di Maranello per un progetto simile a quello attuale però con prezzi minori. A mio avviso potrebbe essere interessante creare una F1 al 100% elettrica”, ha aggiunto l’ex Supremo prima di passare ad un tema a lui caro, ossia le location del GP.

Credo che a breve avremo una corsa in Vietnam. Da quanto ne so non è stato firmato alcun contratto, ma potrebbe essere questione di un paio d’anni”, ha affermato l’87enne rivelando di aver lui stesso detto no nel recente passato al Paese asiatico per un evento capace di portare nelle casse del Circo 375 milioni di dollari.

In effetti Chasey Carey e soci nel 2017 erano volati ad Ho Chi Minh per verificare la fattibilità di un gran premio in città per sostituire l’uscente Malesia. 

Chiara Rainis