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Carlos Sainz (©Getty Images)

Il giorno di pausa forzata a seguito del maltempo che ha colpito la zona di Tupiza, sede di partenza della tappa 9 della Dakar 2018, è stato oscurato da un’inattesa polemica. Un caso dalla tinte fosche e preoccupanti che ha portato alla penalizzazione del primo in classifica tra le auto.

Come avrete capito protagonista della vicenda è stato Carlos Sainz, accusato da Kees Koolen, cofondatore di Booking.com e in gara con un quad di aver fatto il pirata della strada. Secondo l’olandese infatti, l’iberico della Peugeot lo avrebbe urtato nel corso della prima parte della marathon di sabato in avvicinamento a Uyuni e non si sarebbe fermato neppure a soccorrerlo, contravvenendo il regolamento sportivo del raid che nell’articolo 29P3 obbliga chiunque “sia testimone di un incidente a mettere in sicurezza l’area, avvisare l’organizzazione e portare i primi soccorsi”.

La difesa

“So di non aver toccato nessuno”, ha dichiarato il due volte campione WRC. “Era una zona molto fangosa. Il quad mi ha visto, mi ha lasciato strada e in quel momento ho accelerato. Quando è uscito dalle tracce ha sbandato e io l’ho schivato miracolosamente pur essendo passato molto vicino. Se c’è stato un errore, credo che sia stato più suo che mio. La mia macchina non ha avuto alcun impatto e neppure il suo mezzo. Arrivando al quadruplo della velocità l’avrei disintegrato se davvero l’avessi buttato giù e adesso staremmo parlando di conseguenze molto peggiori, ma grazie a dio non è successo nulla”.

L’accusa

“Ero con il gruppo dei migliori, in quarta posizione o giù di lì e al km 180 siamo arrivati in un tratto molto difficile, con fango ed acqua”, la versione dell’imprenditore. “Quando avverti la ‘sentinella’ ti guardi intorno ed hai 10-20 secondi per decidere cosa fare. L’ho sentita, mi sono girato ed ho visto la Peugeot. Io andavo più o meno a 20 km/h, mentre la 3008 DKR era a tavoletta. Lui dice di non avermi toccato, perché non aveva danni. Sono un ingegnere meccanico e so che ci vuole un urto da 500 kg per deformare la parte che ha colpito. Penso che la cosa sia stata gestita in maniera stupida da tutti, ma nessuno mi ha chiesto come stavo, solamente Despres. Poi ho letto un sacco di storie di cui non voglio parlare qui, ma che non hanno nulla a che fare con questo. Se la sua vettura fosse stata 10 centimetri più a sinistra, sarei morto.Fosse andata così sarebbe  più facile per Carlos e la Casa del Leone, perché ora non potrei più parlare” , la pesante conclusione.

Alla fine i commissari hanno deciso di dare credito alle parole di Koolen e Sainz ha subito una penalità di 10′ sul tempo della generale per “comportamento potenzialmente pericoloso”.

Chiara Rainis