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 Carlos Sainz (©Getty Images)

Se si trattasse di una normale competizione saremmo ai limiti della pratica doping, ma visto che stiamo parlando della Dakar, tutto è lecito svolgendosi in zone di altura tra Perù, Bolivia e Argentina.
Al via il prossimo 6 gennaio da Lima, la corsa più dura del mondo vedrà tra i suoi partenti anche Carlos Sainz, probabilmente alla sua ultima apparizione nel raid, con la bestiale Peugeot 3008 DKR. Per prepararsi alla difficile competizione, lo spagnolo ha rivelato di aver adottato un particolare trattamento.

“Dato che per tre giorni saremo ad oltre 3500 metri ho voluto concentrarmi sull’allenamento fisico, dormendo per un mese in una camera ipossica, una sorta di tenda che simula in maniera graduale la progressiva mancanza di ossigeno riscontrabile in quelle zone, e alternando ad essa la maschera (per capirci quella che ha portato alla squalifica per pratiche illecite il marciatore Alex Schwarzer). Certo non ho potuto riprodurre in toto le condizioni, però se non altro arriverò un po’ più preparato, il che è sempre utile”, ha spiegato il Matador a MARCA chiarendo in seguito l’obiettivo: “sicuramente vincere prima di decidere il da farsi”.

L’auto che accompagnerà il Leone

Vincitrice nel 2017 con il grande Stephane Peterhansel, la 3008 dell’edizione 40 sarà leggermente diversa, ossia in versione Maxi. “Rispetto alla vecchia macchina, questa è di 20 centimetri più larga e dovrebbe essere più stabile su tutti i terreni”, ha argomentato il due volte trionfatore del WRC sottolineando un aspetto cardine come quello dell’adattabilità su ogni fondo, indispensabile in un raid che passa su sabbia e dune.

Il bestione a due ruote motrici, accompagnato da tre mostri sacri del motorismo (ndr. il terzo uomo è Sébastien Loeb), tenterà di battere per la terza volta consecutiva la concorrenza, come ovvio, più agguerrita che mai e decisa a rovinare la festa a Peugeot, che ha già annunciato che non proseguirà più nell’avventura desertica.

“Penso che i nostri rivali saranno Mini e Toyota. Entrambi 4X4. La prima avrà anche un Buggy a due ruote motrici, tuttavia essendo stato fatto all’ultima non lo ritengo una minaccia”, ha concluso Sainz.

Chiara Rainis