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F2 | Colpisce compagno nel giro d’onore, sospeso per 4 gare (VIDEO)

La Formula 2 continua a regalare episodi fuori dal comune. Dopo il team radio con urla e lacrime di Arjun Maini dello scorso GP di Francia, l’indiano della Trident è stato protagonista, suo malgrado di un’altra vicenda che farà storia. Al termine della gara di domenica, la Feature Race, in Inghilterra, mentre stava rientrando al box, il 20enne di Bangalore è stato colpito al posteriore dal compagno di squadra Santino Ferrucci.

Un contatto che non è per nulla piaciuto ai commissari FIA i quali hanno deciso di dare al pilota di riserva Haas 60 mila euro di multa e quattro manche di squalifica. Una punizione senza precedenti per la serie, aggravata dalle dichiarazioni dell’equipe interessata, pronta ad avviare un’azione legale contro il pilota.

Probabilmente spinto dalla paura di perdere il sedile e con esso la possibilità di arrivare in F1, a qualche ora di distanza, l’americano ha pubblicato sui social network una lettera di scuse e di giustificazioni.

“Voglio chiedere perdono per le azioni compiute durante la corsa di FIA Formula 2 sul tracciato di Silverstone”, si legge. “Sul finale ho usato poco giudizio, colpendo la ruota posteriore destra della monoposto del mio compagno Arjun Maini. Non avevo alcuna intenzione di farlo, non era premeditato. C’era solo rabbia e frustrazione per come sta andando la stagione. Per ora orrenda. Non ho altre scuse oltre al fatto che sono un ragazzo italo-americano di 20 anni con una profonda passione per il motorsport. Ci sono state tante speculazioni riguardo quanto mi è passato per la testa in quel momento. Mi assicurerò che ciò non accada più. Ho capito di aver messo in imbarazzo molto persone e ci tengo a scusarmi con i miei sponsor, la Trident, il mio team-amte, la Haas F1, la FIA, la F2, i miei tifosi, i miei amici e la mia famiglia”.

“Voglio anche chiedere venia agli steward per non aver potuto rendere parte all’udienza nel dopo gara per spiegare quanto accaduto. Sono stato scelto casualmente per il test antidoping, come altri driver, e questo ha ritardato il mio ritorno nel paddock di oltre un’ora. A quel punto ho dovuto lasciare velocemente il circuito per andare in aeroporto e prendere l’aereo che mi ha fatto tornare negli Stati Uniti per un problema famigliare urgente e di cui ho informato tramite mail”, la conclusione del messaggio che magari potrebbe portare ad uno sconto di pena.

Chiara Rainis