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Dakar 2018 (©Getty Images)

Dakar|Clamoroso, l’edizione 2019 potrebbe saltare!

Era dal 2008 che non succedeva, ma a quanto pare la prossima edizione della maratona rallistica più famosa del pianeta in programma a gennaio sarebbe in procinto di saltare.

Dopo il no di Argentina, Cile, Ecuador e Bolivia, stando a quanto diffuso dal quotidiano Gestion, anche il Perù avrebbe dato responso negativo. In pratica, il governo locale, che in un primo momento sembrava disponibile a firmare l’accordo con l’organizzatore ASO, avrebbe fatto marcia indietro.

Il 9 maggio scorso le due parti si erano trovate concordi sul punto di far snodare la competizione dell’anno venturo esclusivamente in territorio peruviano e per questo era stato dato il via alle iscrizioni e alle ricognizioni.

Tuttavia, come detto, la situazione sarebbe ora cambiata. “L’amministrazione starebbe valutando se proseguire sulla base dell’accordo firmato con i francesi. Secondo fonti certe, la decisione sarebbe in sospeso a seguito di un’analisi economica preliminare che avrebbe dato risultato negativo”, si legge sul pezzo di Victor Melgarejo.

In effetti, tra le spese di passaggio della carovana, quelle per le  infrastrutture, le forze militari impegnate sull’evento, la sicurezza e la logistica, il costo si aggirerebbe attorno ai 25 milioni di dollari. Un vero capitale per una nazione che non se la sta passando benissimo ed è in regime di austerità.

“Il prossimo 21 di giugno il ministro del Commercio estero e del turismo, Rogers Valencia, dovrà esporre ed analizzare le misure che adotterà e le valutazioni pertinenti al tema. Solo dopo si deciderà se proseguire nel progetto oppure no”, si precisa sull’articolo. “Per adesso secondo il Presidente della Repubblica, Martín Vizcarra, e il Ministro dell’Economia il budget richiesto è troppo elevato”.

Va tenuto comunque presente che nel 2018 l’incasso per il Perù è stato 40 milioni e mezzo di dollari. Il turismo da solo ha portato 23 milioni e mezzo di dollari, 10,8 sono arrivati da parte degli spettatori, 5 dall’ ASO e 1,8 da strutture private.

Chiara Rainis

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