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Claire Williams (©Getty Images)

La decisione di abolire le grid girls dalla Formula 1 ha seminato molte polemiche e disapprovazioni. Ma dall’interno del paddock c’è chi promuove la nuova regola e arriva proprio da due donne di eccellenza: Claire Williams e Susie Wolff.

La team principal e vicedirettore della scuderia britannica, 41 anni, è l’unica capo squadra di genere femminile della F1. E’ uno dei pochi personaggi che ha approvato la scelta storica di Liberty Media definendola “una decisione che lo sport aveva bisogno di fare”. Claire Williams ha riconosciuto che le “ragazze della griglia” facevano parte di una “lunga tradizione” e che ci sarebbe stata una “reazione mista”, ma ha sottolineato: “Dobbiamo metterci al passo con i tempi”.

In un’intervista alla BBC ribadisce la speranza che la F1 possa “attrarre più donne nei numerosi ruoli a loro disposizione nel settore”. Il Circus è “entrato in una nuova epoca e ora ha bisogno di “concentrarsi su ulteriori miglioramenti che possono essere fatti per mantenere lo sport in crescita e andare avanti”.

Alla BBC ha parlato anche l’ex collaudatrice della Williams, Susie Wolff, moglie del boss Mercedes Toto Wolff. “Questo non cambierà da un giorno all’altro la mancanza di rappresentanza femminile nel motorsport. Prendiamo le donne di successo in questo sport e ne facciamo modelli di riferimento per ispirare gli altri: portiamo le ragazze della scuola in giro per una show car in F1 e permettiamo loro di sognare. Aumentiamo il pool di talenti di ragazze e donne che entrano nello sport”.

La risposta delle “hostess”

Ma dall’altro lato delle barricate le grid girls continuano a criticare con forza l’abolizione della loro figura. Se il problema erano i vestiti sarebbe bastato cambiare indumenti, senza togliere posti di lavoro.

Charlotte Gash, una “ragazza della griglia” part-time, si è detta disgustata dalla normativa: “È sconvolgente che abbiano ceduto alla minoranza per essere politicamente corretti. Sono una delle fortunate che non fa affidamento su questo come principale fonte di reddito, ma ci sono ragazze là fuori che lo fanno. So che le ragazze della griglia sono lì per sembrare carine quando sono in griglia, ma il mio ruolo era interagire con la folla e noi eravamo lì come pubblicità per gli sponsor”.

Un’altra ex grid girl, Caroline Hall, ha detto di essere rattristata dalle “misure estreme” della F1. “Penso che avrebbero potuto pensare al modo di portare il ruolo più in linea con i tempi moderni invece di demolirlo del tutto”, ha detto a BBC Radio 5. “Avrebbero potuto renderlo più equo rispetto al ruolo maschile”.

L.C.

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