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Lewis Hamilton, Mercedes (©Getty Images)

La competitività di Lewis Hamilton non risiederebbe tanto nella superiorità tecnica della Mercedes, quanto nella sua capacità di frenare e di sfruttare al massimo l’aderenza della vettura. A dichiararlo è la Brembo stessa, che al team di Stoccarda fornisce dischi, pedali e cuscinetti. “Ham è piuttosto reattivo quando inizia a rallentare. Ciò che desidera è avere un controllo completo in entrata di curva, dunque spreme al 100% il grip degli pneumatici prima di cominciare a modulare la forza sul pedale. Spesso rilascia l’acceleratore solo dopo aver iniziato a girare. In pratica la prima fase della sua frenata si chiude in ingresso, il che lo porta spesso ad arrivare al bloccaggio delle ruote anteriori”, si legge sul comunicato.

Secondo il fornitore di F1 se la maggior parte dei piloti con un’azione del genere danneggerebbe le coperture penalizzando la performance, l’inglese riesce ad intercettare il limite e non superarlo traendone un inevitabile vantaggio come nel caso del doppio sorpasso realizzato in contemporanea su Kimi Raikkonen e Marcus Ericsson nel corso del GP di Cina del 2016.

Il riferimento

Tornando alla strategia del quattro volte iridato la Brembo ha poi svelato: “Concluso il primo momento Lewis non rilascia mai completamente il freno, ma lo utilizza intanto che aumenta l’angolo di sterzata. Questa tecnica si chiama “trail braking” ed è stata diffusa da Jim Clark. E’ evidente quindi che Hamilton l’abbia appresa da bambini  quando correva nei kart e per questo ora preferisce il sovrasterzo, in linea con la metodologia usata”.

Secondo quanto riferito dall’ex boss McLaren Dave  Ryan quando la squadra fu chiamata a valutare il driver di Stevenage prima di ingaggiarlo nel 2007, gli ingegneri di Woking rimasero sorpresi dalla facilità cui sapeva gestire l'”oversteeer”, ma soprattutto  sopportarlo in quantità più elevate rispetto a suo predecessori entrati nella storia dell’automobilismo come Ayrton Senna e Mika Hakkinen.