CONDIVIDI
Fernando Alonso (©Getty Images)

Uscirà il prossimo 9 febbraio su Amazon il documentario dal titolo “Grand Prix Driver” narrato dal celebre attore hollywoodiano Michael Douglas e prodotto da Manish Pandey, in passato coinvolto nel film Senna, dedicato alle difficoltà accusate dalla McLaren nell’ultima stagione di F1, dal tormentato inverno di Barcellona, alla costante mancanza di affidabilità del motore Honda, fino ai timori dell’abbandono da parte di Alonso.

Tra i contenuti esclusivi proposti dal regista alcuni interventi dei boss della scuderia di Woking, a partire dal responsabile del muretto Eric Boullier che così ha raccontato i timori, poi risultati soltanto tali, alla vigilia di una cena fissata con Fernando. “Prima che arrivasse al tavolo mi ero immaginato la scena. Ero certo al 100% che non sarebbe rimasto nel team e che ci avrebbe detto “Sapete cosa ragazzi? Ciao belli!”.

Sempre il manager transalpino ha quindi rivelato uno sfogo dello spagnolo al termine dello scorso inverno quando la MCL32 aveva palesemente dimostrato di non esserci. “al termine delle prove al Montmelo era davvero contrariato. Mi informò che avrebbe rivalutato la sua posizione di pilota per la nostra squadra e che di certo non sarebbe sopravvissuto ad un nuovo campionato di delusioni. A quel punto la mia preoccupazione fu solamente quella di non far collassare la squadra.Conosco bene questo mestiere e son come funziona, per cui avevo paura di una sorta di effetto domino. Ci vogliono anni per costruire un’equipe di F1, ma bastano sei mesi per distruggerla”.

Ancora sul tema pre-stagione si è espresso Jonathan Neale che ha ricordato lo shock alla vista delle ennesime performance scadenti della power unit di Sakura e ugualmente l’input per guardare altrove, un altrove trovato nella Renault. “Sentì che la misura era colma. Era finita. Avevamo provato a mostrare fiducia per i futuri sviluppi, ma era arrivato il momento di cercare una nuova strada, un piano diverso”.