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Fernando Alonso (©Alonso Instagram)

Mentre il buon Emerson Fittipaldi ha dichiarato di immaginarselo iridato nel 2018 e Lewis Hamilton lì davanti con lui la prossima stagione, il team manager della Haas Gunther Steiner ha dedicato a Fernando Alonso parole non proprio d’amore confrontandolo con il “suo” Magnussen, definito dai colleghi con tutti gli appellativi negativi possibili. In particolare il meranese si è concentrato su un episodio che ha coinvolto entrambi i piloti. La battaglia per l’ottavo posto in Messico, dove il danese è stato in grado di resistere alla pressione eserictata dallo spagnolo della McLaren e dall’inglese della Mercedes.

“Anche se Kevin è stato spesso criticato per il modo il suo modo di difendere la posizione, non c’era ragione che gettasse la spugna”, ha dichiarato a TV3. “Tutti dicono che il bad boy del gruppo, in realtà la loro intenzione è soltanto quella di mandarlo al tappetto e distruggerlo. Lui lo sa bene ed è consapevole che se vuole mettersi in luce dovrà continuare a comportarsi in maniere aggressiva in modo che i rivali capiscano quanto sia coriaceo e difficile da superare. Domenica scorsa ad esempio non c’era motivo di spalancare la porta ad Alo, ma lui come ormai sua abitudine è andato a piangere come un bebè. Si è comportato così anche con Grosjean nelle battute iniziali della corsa via radio E la cosa curiosa è che i commissari stanno sempre ad ascoltarlo”, la bordata rivolata all’asturiano.

Alonso il mostro da gara

Se il paddock chiacchiera di lui in maniera discordante, chi lo ha in casa non perde occasione per elogiarlo. E così, a seguito dall’annuncio dell’impegno nella prossima 24 Ore di Daytona il boss di Woking Zak Brown, si è lasciato andare in affermazioni trionfalistiche nei confronti di Alonso.

“Mi ha più volte parlato del suo interesse di disputare Le Mans e tornare ad Indy, ma sinceramente sono rimasto sorpreso dal vederlo tanto determinato ad iscriversi alla corsa che si svolge in Florida. E’ evidente che ci abbiamo pensato a lungo prima di comunicarlo, tuttavia quando ha preso la decisione è stato definitivo. Insomma, abbiamo creato un mostro! Un mostro da gara!”.

A Città del Messico il Samurai ha rivelato di avere in serbo “piani per quanto riguarda la sua carriera nei motori molto più grandi delle attese altrui”, aggiungendo di voler diventare “il più completo della storia”.

“Ambisco a trasformarmi nel pilota più forte al mondo e vincere in categorie differenti e con macchine diverse. A volte si desidera uscire da quel piccolo pianeta che è la F1”, la sua chiosa.

Chiara Rainis