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Michael Schumacher, Ferrari F2001 (©Getty Images)

Seppure il suo finale tragico Michael Schumacher continua a far sognare gli amanti dell’automobilismo. Chi ha vissuto la sua epoca, chi ha respirato le domeniche in cui la sua Ferrari  partiva davanti e seminava gli avversari allo start, facendo esplodere l’euforia anche tra i meno avvezzi al mondo dei motori, in un’Italia che ancora funzionava, capirà bene di cosa stiamo parlando. E le cifre raggiunte nell’asta che si è tenuta giovedì sera in America rappresentano ulteriore dimostrazione.

La sua F2001 telaio #211 che ha consegnato al tedesco il quarto titolo iridato, il secondo con il Cavallino, è stata battuta a New York, in occasione della Sotheby’s Contemporary Art Evening Sale, per la somma record di 7,504,000 di dollari. Mai una F1 di epoca moderna era stata valutata tanto.

Il ricavato della vendita della monoposto che ha vinto il GP di Monaco e altri otto round tra cui quello di Budapest, che consegnò al Kaiser il mondiale 2001 con il doppio dei punti rispetto al secondo classifica, ossia David Coulthard su McLaren, a memoria di un periodo in cui la lotta per il campionato finiva già a luglio, andrà in parte alla Michael Schumacher’s Keep Fighting Foundation, che come noto aiuta le persone in difficoltà e le supporta nel processo di ricostruzione della propria vita.

La vettura, che partiva da una base di 7 milioni di dollari, faceva parte di una gruppo di beni del valore totale di 310,2 milioni di dollari. Il 96% di essi hanno trovato un nuovo proprietario.

E giusto perché Schumi continua ad essere nel cuore di tutti gli amanti del motorsport, in questi giorni il magazine britannico F1 Racing ha proposto un sondaggio ai fan della Scuderia di Maranello, che in massa hanno votato proprio lui come il pilota  più grande e rappresentativo di tutti i tempi.

Chiara Rainis

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