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Team Principal Ferrari (©Getty Images)

La Ferrari in questa stagione ha avuto diverse opportunità per riaprire i giochi per il mondiale, ma purtroppo troppe volte si è persa nei dettagli: i problemi in qualifica a Sepang, la candela rotta in Giappone e l’errore in partenza in Messico e a Singapore. Eppure la stagione era cominciata alla grandissima, con Vettel incapace di fare peggio del 2° posto nelle prime 6 gare, poi è arrivato un lento tracollo.

La Ferrari ha provato a spingere sullo sviluppo per afferrare la Mercedes, invece, il tutto è stato vanificato da piccoli errori di una scuderia ancora troppo inesperta per reggere la pressione di un mondiale. Poco male dirà qualcuno, ci riproveremo l’anno prossimo. Però l’amaro in bocca resta, perché la macchina per vincere quest’anno c’era e anche il pilota.

Il contatto al via ha rovinato tutto

Attenzione, anche Vettel non è esente da colpe in questa stagione. Come riportato da “Motorsport.com”, Maurizio Arrivabene ha provato ad analizzare così l’ultimo Gran Premio: “Purtroppo ancora una volta il risultato raccolto in gara non corrisponde al reale potenziale della SF70H. Un potenziale che si era già visto con la pole e lo si è visto anche in gara con il giro più veloce e tutti quei sorpassi. Il contatto alla prima curva ha compromesso tutto”.

Insomma, ancora una volta Arrivabene deve fare i conti con una Ferrari che si è persa nei dettagli. Probabilmente Vettel avrebbe dovuto lasciare strada a Verstappen, la gara ha, infatti, detto che il tedesco aveva il ritmo per restargli attaccato e con la giusta strategia avrebbe potuto magari sopravanzarlo ai box. Se da un lato resta il rammarico per un probabile successo buttato, dall’altro resta negli occhi la splendida gara di Vettel, che con la stessa macchina di Raikkonen, pur dovendo ripartire dall’ultimo posto ha quasi ripreso il finlandese.

Antonio Russo