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Ferrari (©Getty Images)

Che la Ferrari vada in tilt quando le cose cominciano a non essere perfettamente in linea con quanto previsto è cosa nota. Ma ora che entrambi i mondiali sono volati via, qualcuno ha voluto evidenziare nuovamente questa pecca della Rossa. Si tratta di Toni Cuquerella. Ingegnere spagnolo in forza a Maranello tra il 2012 e il 2015.

“Quest’anno si è dimostrata molto più competitiva rispetto a quelle precedenti. Direi che per le prime cinque gare delle diciotto finora disputate la SF70-H è stata più forte della W08”, ha confidato a El Pais. “Nel complesso, quindi, è stata una buona stagione la loro e ne dovrebbero essere contenti. Tuttavia, come sempre accade a Maranello, quando in un paio di GP i risultati sono deboli significa che sta iniziando una crisi e di ciò la Mercedes si è sicuramente avvantaggiata”. Per l’iberico a questo punto l’unica soluzione è fare un reset e pensare da subito al 2018: “Purtroppo il Cavallino fatica ad uscire dai momenti bui, mentre Red Bull e McLaren ad oggi hanno tutte le carte in regola per raggiungere un livello di fiducia e sinergia”. Poi sul dominio di Stoccarda ha affermato: “Nel 2017 hanno vinto il team e il pilota più forte, ma il trend indica che questa supremazia potrebbe non proseguire. Il prossimo titolo potrebbe andare ad una scuderia che non dispone necessariamente della macchina migliore”

La questione motore

Il meeting FIA di martedì scorso che ha portato all’ufficializzazione di alcune delle novità in campo dal 2021 sul fronte power unit ha subito creato forti discussioni. Così, dopo l’appunto piccato del boss delle Frecce d’Argento Toto Wolff secondo cui “i nuovi provvedimenti non tengono conto dei costruttori”, in fretta è arrivato il commento della Ferrari, pronta ad utilizzare la sua possibilità di veto per bloccare il piano della Liberty Media volto a equilibrare le forze in campo.

“Secondo Christian Horner le nostre idee sarebbero volte a bloccare la Red Bull”, ha dichiarato il responsabile del muretto Maurizio Arrivabene. “Né noi, né Mercedes stiamo impedendo nulla, però è una questione importante. Non siamo certo gli unici protagonisti, ma siamo noi a produrre i propulsori e qualora ve ne fossero le ragioni per farlo, eserciteremo il diritto di opposizione. Resto comunque fiducioso che essendo tutte persone serie e consapevoli di ciò di cui si sta parlando, non si arriverà a quel punto”.

Chiara Rainis