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Maurizio Arrivebene (©Getty Images)

Sul podio di Budapest l’inno italiano aveva risuonato a corollario di una prima parte di stagione se non trionfale di certo al di sopra delle più rosee aspettative, e secondo alcuni a preambolo di un esito conclusivo da sigillo iridato. In realtà, come i tifosi della F1 sapranno, non è andata così visto che dal ritorno dalle vacanze, ossia dal Belgio, per la Ferrari è cominciata un’inesorabile discesa che l’ha portata anche a diversi errori e incidenti al via figli del nervosismo. Nel GP del Brasile, però il digiuno di vittorie si è finalmente spezzato e la Rossa ha potuto festeggiare con Vettel davanti e sempre più secondo della generale, e con Raikkonen sul terzo gradino del podio.

“Mi sono piaciute le parole di Sebastian a fine gara via radio. Ci tenevo che ringraziasse i ragazzi della squadra perché hanno fatto un ottimo lavoro dandogli una macchina competitiva anche ieri”, ha commentato alla fine il boss Maurizio Arrivabene. “E’ stata una bella gara, ora guardiamo ad Abu Dhabi”.

Grande Iceman!

Quindi parlando della performance di Raikkonen e della sua capacità di resistere agli attacchi di uno scatenato Hamilton, arrivatogli giusto alle spalle dopo un recupero dalla pit lane e terminata in quarta piazza, ha ammesso con un pizzico di orgoglio: “Lewis ha fatto un’ottima rimonta, questo è vero, ma senza voler apparire arrogante dico che quando parti dietro e non hai grandi avversari davanti è tutto molto più semplice. In passato abbiamo visto anche Sebastian fare le stesse cose, però è chiaro che se poi arrivi alla fine con le gomme usurate e ti trovi un Kimi in grado di difendersi alla grande, allora capisci che ti devi accontentare”.

Infine sul campionato venuto il manager bresciano ha preferito non sbilanciarsi: “Il 2018 è ancora lontano, come dico sempre non ci arrendiamo. Volevamo affrontare le ultime due corse dell’anno con grande dignità, rappresentando al meglio i colori della nostra Casa che è Maranello. La prima è andata bene, adesso dobbiamo pensare alla seconda”.

Chiara Rainis