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GP di Monza (Getty Images)

Il GP di Monza è un autentico patrimonio per la Formula 1 e per l’Italia intera. Tra le sue curve si è scritta la storia dell’automobilismo e soprattutto, ancora oggi, vista la sua struttura, rappresenta uno dei Gran Premi dove la F1 dà il meglio di sé in termini di sorpassi e spettacolo.

Negli anni molte, troppe volte il GP di Monza si è ritrovato appeso ad un filo col rischio di essere fatto fuori dalla Formula 1. Il tracciato ad oggi resta il più antico e quello con più edizioni nella storia della F1, proprio per questo si è sempre cercato di mettere una pezza in alcune situazioni particolari.

Torna tutto a rischio

Il 2017 però ci aveva regalato delle notizie davvero stupende in tal senso. Il GP di Monza, infatti, ha firmato un rinnovo con la F1 per altri 3 anni forte di un accordo con l’ACI che dovrebbe acquisire l’Autodromo. Purtroppo però le cose non sono andate come previsto, a sconquassare i pieni del Gran Premio ci hanno pensato, come sempre, i nostri politici, autori di una Legge di Bilancio, mancante di qualche carta.

Come riportato da “Il Corriere dello Sport”, infatti, si sarebbero perse le carte della legge che riguardavano proprio quella parte di legge che interessava al GP d’Italia. Quell’atto, infatti, avrebbe escluso dalla Legge Madia, quella che regola gli Enti a partecipazione pubblica, proprio il caso del Gran Premio.

La situazione ora diventa davvero spinosa, la Legge è stata approvata, ma manco l’atto che interessava l’Autodromo. Il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani ha così commentato il tutto: “Ora siamo in una rete pensata per altri. Questo è un provvedimento giusto, ma che a noi crea vincoli che non sono stati superati dalla Legge di Stabilità. Tutto ciò ci mette in profonda difficoltà al punto da mettere a rischio la permanenza del GP di Monza in F1 già dal 2018″.

Come stanno le cose attualmente, l’Antitrust, infatti, potrebbe bocciare l’acquisizione dell’Autodromo da parte dell’ACI. Davvero una brutta pagina per un Gran Premio che solo pochi mesi fa ha fatto registrare record di presenze. Una vergogna senza fine per un patrimonio che dovrebbe essere salvaguardato e non gettato al vento.

Antonio Russo